Puglia Restaurants

Al “Riva” di Bari eleganza e sostanza

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UN RISTORANTE CHE MERITA UN BEL 9!

Giusto alle spalle del teatro Petruzzelli c’è un locale straordinariamente bello ed elegante, che da tempo mi ripromettevo di visitare. Si trova in via Fiume 7, in uno dei palazzi più belli del quartiere. Un tempo ospitava un locale notturno, il “Nessun Dorma”, che ha chiuso i battenti un paio d’anni or sono. A raccogliere la sfida sono stati quattro amici, Alessandro Cisternino, Andrea Pacifico, Renato Bartoli e Angelo Nardelli, che già avevano riscosso un enorme e inaspettato successo con il Riva Beach Club a Torre Quetta. Per capire quanto sia stato enorme, vi basterà cercare qualche video su YouTube.
Volendosi incasinare ancora di più la vita, i quattro (che hanno tutti un lavoro) si sono buttati a capofitto in questa nuova avventura ed hanno creato il Riva, ristorante e club notturno.

«Abbiamo voluto fare un ristorante italiano classico interpretato in chiave più attuale», dice Andrea Pacifico. La parola attuale si addice sicuramente alla cucina, ma è limitante per descrivere il locale: 800 metri quadrati di pura eleganza. Quella eleganza che però non respinge ma mette tutti a proprio agio, perfino nella saletta privè al primo piano, denominata sala teatro perché con vista sul Petruzzelli.
Le due sale del ristorante sono state rifatte prestando grande attenzione ad ogni minimo dettaglio. Le sedute sono bellissime e comode, i giochi di specchi donano agli spazi una atmosfera ancora più intrigante.

Quanto alla cucina, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare da una sbirciatina dall’esterno, gli chef Danilo D’Attolico (37 anni) e Carlotta Martinelli (27) non sono tipi da cucina gourmet ad ogni costo. Piatti belli sì, ma soprattutto buoni e di sostanza. Il classico “comfort food”, insomma, quello che soddisfa tutti i palati.
Non te lo aspetteresti da uno che ha fatto il secondo ad Antonio Bufi, uno dei cuochi più estremisti e visionari di Puglia, verso il quale D’Attolico è profondamente riconoscente: «Ho lavorato in parecchi posti e in ognuno di questi ho cercato di apprendere qualcosa, ma Antonio mi ha dato l’imprinting che mi mancava. Ti fa vedere le cose in maniera diversa».

Al Riva, però, la tradizione resta in primo piano: «Amiamo cucinare i piatti che ricordano la tradizione casalinga e proporre cose che nessuno si aspetta di mangiare al ristorante». Come per esempio il ragù della domenica (ma di cinghiale), oppure le olive fritte (ma “nascoste” nella farcitura di un tortello al coniglio).
E veniamo allora ai piatti provati. Quattro gli antipasti. Il primo una tartare di tonno con “cialdett”, quasi un gioco che abbina due cose diversissime tra loro, ma che legano bene; il secondo antipasto, lo diciamo subito, è stato di una bontà devastante: l’uovo croccante con fonduta di caciocavallo, tartufo nero e chips di pane.
È il classico piatto che riordini ogni volta che torni in un locale. I tre ingredienti fondamentali stanno bene tra loro e nessuno predomina sull’altro. Meraviglioso. Buona ma non allo stesso livello la seppia sporca al nero con salsa di friggitelli e chutney di mango piccante, mentre ho trovato eccezionale (seppur non bellissima da vedere) la spuma di patate con rape stufate e salsiccia croccante.

Passiamo ai primi: le linguine con salsa alla curcuma, tartare di tonno e bottarga di muggine sono un bel piatto, fresco e cremoso. Ma i tortelloni ripieni di coniglio con crema di cavolfiore e olive fritte sono a dir poco strepitosi: si giocano il ruolo di “signature dish” insieme alla fonduta con l’uovo.
Tra i secondi la nostra migliore scelta è stata senza dubbio il baccalà cotto al vapore con crema di patate, pomodoro secco, oliva leccina e chips di riso. Da provare anche il rombo chiodato con crema di bietole, cardoncelli e gel al limone. Molto interessante e originale il lombo di agnello con radicchio in agrodolce e mandorle.
Chiusura semplice ma ottima con un tortino di mele con salsa alla cannella.

Pasto nel complesso ottimo. Ultimo consiglio: lasciate stare i vini e provate i cocktail preparati dal bravissimo mixologist Francesco Drago.
Ne vale davvero la pena.

RIVA, BARI
via Fiume, 7 – Tel. 391.4854295 – 40 €
Chiuso: domenica sera e lunedì a pranzo.
Consigliato per: chi vuole mangiare bene in un posto stupendo.

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