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Pumo pugliese: curiosità del simbolo portafortuna

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pumo pugliese

Storia e tradizione di uno dei simboli più rappresentativi dell’artigianato pugliese.

Il pumo pugliese è uno degli oggetti decorativi che meglio esprime l’arte ceramica della Puglia.

È facile passeggiare tra le strade nei centri storici del sud della Puglia e rimanere colpiti da questi pumi di diversi colori che decorano i balconi e le finestre delle case. Un portafortuna dalle origini antiche che mantiene ancora oggi un posto centrale come decoro per la casa e soprattutto come regalo nelle occasioni importanti, come il matrimonio.

Qual è l’origine del pumo pugliese?

Il nome deriva dal latino ponum, che significa frutto, e si collega al culto della dea romana Pomona, divinità protettrice dei frutti che crescono sugli alberi, ma anche dell’olivo e della vite. La forma del pumo pugliese ricorda infatti la nascita di un fiore o un frutto: un bocciolo di ceramica, chiuso tra quattro foglie di acanto, che sta per schiudersi e simboleggia, già in quei tempi, la prosperità e la fecondità.

Pumo pugliese: simbolo di ricchezza e distinzione sociale

Per la sua forma e il suo significato, il pumo è sempre stato utilizzato dalle nobili famiglie pugliesi come oggetto decorativo per scacciare il male e portare fortuna sia all’esterno sia all’interno della casa. Era un ornamento delle facciate dei palazzi signorili, degli angoli delle ringhiere dei balconi, dei corrimani delle scalinate o veniva posto ai lati del letto delle giovani coppie sposate: una prova della ricchezza familiare e talvolta anche sostituto dello stemma famigliare.

pumo pugliese

Ovviamente soltanto le famiglie più facoltose possedevano un pumo pugliese in ceramica: più grande era la dimensione del pumo, maggiore era il numero di foglie che lo avvolgevano e maggiore era il prestigio che quella famiglia voleva dimostrare di avere.

La versione classica prevede quattro foglie di acanto; un pumo con sei foglie era già simbolo di grande ricchezza.

Il pumo pugliese oggi

Ancora oggi il pumo è realizzato dagli artigiani locali e conserva il suo significato beneaugurale, di prosperità, fecondità e fortuna per chi lo riceve.

Molte coppie di futuri sposi infatti lo scelgono come bomboniera delle nozze, come ha fatto la figlia di Pramod Agarwal (un ricco signore indiano, proprietario di acciaiere), Ritika Agarwal, che scelse come bomboniera per il suo matrimonio in Puglia nel 2014 proprio un pumo rivestito d’oro; o rappresenta un bel ricordo di un viaggio in questa terra meravigliosa.

L’arte della ceramica in Puglia

Il pumo pugliese è un oggetto iconico della regione ed espressione di una lunga tradizione artigianale tramandata di generazione in generazione: la lavorazione della ceramica nel sud della Puglia, in particolare nella città di Grottaglie, in provincia di Taranto. La città è l’unico centro ceramico pugliese protetto dal marchio D.O.C. ed inserita nella lista delle 28 città della ceramica italiana.

Qui i maestri della ceramica nelle loro botteghe producono oggetti di ogni genere da così tanto tempo che è nato un vero e proprio quartiere nel cuore della città dedicato a quest’arte: il “Quartiere della Ceramica” dove è possibile vedere i ceramisti all’opera nei loro laboratori con forni di cottura scavati nella roccia di antichi ambienti ipogei, un tempo usati anche come frantoi.

 

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