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Le sfide di Lo Muzio, nuovo rettore dell’Università di Foggia

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Partecipazione, condivisione e merito: sono le parole chiave del nuovo rettore dell’Università di Foggia, Lorenzo Lo Muzio

Partecipazione, condivisione e merito, queste le parole chiave del mandato rettorale del professor Lorenzo Lo Muzio che si pone alla guida dell’Università di Foggia per il prossimo sessennio, fino al 2029.

Foggiano, classe 1959, Lo Muzio ha vinto la sfida elettorale, lo scorso 23 marzo, con 340 voti, il quorum previsto era di 256 voti validi. Ordinario di Malattie Odontostomatologiche presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Foggia, il neo rettore ha un curriculum ricco e prestigioso, solo per citare qualcosa: già Direttore di Dipartimento, Presidente della Conferenza Permanente dei Presidenti dei Corsi di Laurea Magistrale in Odontoiatria e Protesi Dentaria, Past-Presidente della SIPMO (Società Italiana di Patologia e Medicina Orale), Componente del Comitato Scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità e Direttore del C.I.N.B.O. (Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Bio-Oncologia).

Quinto Magnifico dell’Ateneo foggiano, abbiamo incontrato il prof. Lorenzo Lo Muzio per fare un excursus tra futuro e passato.

Da Rettore e da foggiano, come crede che l’Università possa interagire con il Territorio per migliorarne le criticità?

Nella prospettiva del rafforzamento della nostra Università come “motore culturale sociale ed economico” del Territorio credo sia necessario inaugurare una nuova stagione di politiche integrate di terza missione finalizzate a dare risposte concrete alle istanze di conoscenza e innovazione emergenti dalla società contemporanea. L’Università deve recuperare il ruolo di interlocutore privilegiato nel dialogo e nell’interazione con gli altri protagonisti del Territorio (Istituzioni, Enti locali, associazioni, imprese, categorie professionali, etc.) per la programmazione di percorsi formativi di qualità, ma anche per realizzare progettualità innovative su tematiche di interesse generale, penso ad esempio alla sostenibilità, all’ambiente, all’innovazione sociale, alla digitalizzazione, all’internazionalizzazione, alla promozione del ricco patrimonio culturale, paesaggistico, solo per citarne alcune. Dobbiamo mettere in relazione la ricerca universitaria e la società, attraverso le attività di trasferimento tecnologico, finalizzate alla valorizzazione dei prodotti della nostra ricerca scientifica, ma anche promuovendo attività di ampio respiro culturale e sociale, finalizzate al benessere della società.

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Quali sono le sfide che l’attendono?

Se penso alle sfide del futuro, sono molteplici e difficili da interpretare considerato il periodo storico in cui viviamo caratterizzato da un cambiamento frenetico e costante. Senza dubbio, dovremo delineare un nuovo modello di Università che sia sempre più competitivo e in grado di identificare con lungimiranza i bisogni formativi del futuro; un modello con una forte connotazione internazionale che sappia interagire in maniera sempre più efficiente e sinergica con tutti gli attori per realizzare la sua mission di ricerca; un modello basato su una comunità responsabile, coesa, ma soprattutto consapevole del proprio ruolo al servizio del Territorio e della società. Il MUR, in questi anni, ha attribuito il riconoscimento di eccellenza ad alcuni nostri Dipartimenti. Siamo, dunque, forti nella ricerca, abbiamo una didattica consolidata e siamo sempre più coinvolgenti nella terza missione.

L’Unifg intente implementare la sua offerta formativa e se sì in quali ambiti?

L’Università deve costruire un’offerta formativa in grado di raccordarsi con i
bisogni del Territorio in cui opera, ma al contempo deve assumersi la responsabilità di fornire alle studentesse e agli studenti gli strumenti necessari ad affrontare con spirito critico la complessità del mondo in cui viviamo. Dobbiamo sforzarci di trasmettere loro la passione per la cultura, oltre che le indispensabili competenze professionali. Dovremo partire dalle vocazioni fondamentali del nostro territorio e dalle eccellenze già affermate per promuovere un’attenta riflessione sull’attrattività dell’offerta formativa complessiva che dovrà necessariamente aprirsi a nuovi ambiti di studio e ricerca con percorsi trasversali in grado di valorizzare le diverse anime dell’Ateneo.

Fin qui abbiamo parlato del futuro dell’Università di Foggia e delle strategie che il suo Rettorato adotterà per essere sempre più attrattivi ed efficaci, ma facciamo un passo indietro, torniamo a Lorenzo Lo Muzio studente. Come è nata la passione per la Medicina?

La passione per la medicina la devo a mio padre. La sua dedizione e l’attenzione ai bisogni dei pazienti mi hanno sempre affascinato, fin da piccolo. Crescendo ho capito che non era semplice ammirazione verso la sua professione, il desiderio di diventare medico era radicato in me più di quanto pensassi, tant’è che mi iscrissi a Medicina. Iniziò così il mio percorso di medico, ma anche di ricercatore. Sono molto grato a mio padre per l’esempio e per gli insegnamenti di vita che mi ha dato e che mi hanno consentito di raggiungere importanti risultati.

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