Personaggi

GAME CHANGERS – MARIO APRILE

0
Mario Aprile Organizzazione aprile

Servizi alle imprese con Mario Aprile di Organizzazione Aprile

Tanti servizi, una sola azienda! Dal 1953 la Organizzazione Aprile ottimizza la gestione dei documenti e tutto il processo di trasformazione digitale. Lo fa con passione, con le giuste competenze e con tecnologie sempre all’avanguardia.

“Amo fare impresa come se non avessi nulla alle spalle. Con la grinta dello startupper anche se sono di terza generazione”

A che ora inizia a lavorare?

Sveglia alle 7.30, colazione veloce, preparo e accompagno all’asilo mia figlia Anna Maria, di 3 anni e questo start mi dà la carica per affrontare la giornata con grinta ma sempre con il sorriso!

A che ora stacca?

Si torna a casa sempre intorno alle 20, e lì si ricomincia a lavorare nella veste di papà!

Meglio un master o l’esperienza sul campo?

Un master da solo non sempre è sufficiente. Serve un aggiornamento costante, una formazione mirata continuativa e trasversale alle varie arie aziendali con focus tanto sui fattori endogeni all’azienda quanto sui fattori esogeni! E su questo il valore delle associazioni di categoria può essere fondamentale per una corretta gestione delle competenze, un confronto continuo e costruttivo, con un occhio particolare alla formazione e all’utilizzo dei fondi e delle opportunità, fondamentali per la crescita! Il campo per me è quello che governa. Sono entrato in azienda formalmente a 18 anni ma al mio ingresso conoscevo già il funzionamento del nostro sistema azienda per grandi linee, vivendo in una famiglia in cui sia il papà che la mamma lavoravano e lavorano insieme! Insomma, io e mia sorella siamo cresciuti a “pane e azienda”! E poi abbiamo affiancato al “lavoro sul campo” la formazione universitaria e specialistica.

organizzazione Aprile

Con che stile dirige la sua azienda?

Essendo entrato molto giovane in azienda, passando dalle varie direzioni alla posizione apicale a poco più di trent’anni, non posso aver scelto uno stile per dirigere l’azienda… diciamo piuttosto che il mio stile si è modellato in corso d’opera in parallelo alla mia crescita. L’umiltà e l’educazione supportati da competenza e visione sono le armi che utilizzo nel dirigere l’Organizzazione Aprile nella rotta giusta!

Qual è il suo motto?

Io amo fare impresa come se non avessi nulla alle spalle, con la grinta dello startupper, anche se sono di terza generazione.

Qual è la parola in cui più si identifica?

Velocità… velocità nel prender una scelta, nel valutare un collaboratore o un fornitore, ma ancora di più velocità nell’interconnessione. Viviamo in un mondo in cui i dati sono il nuovo petrolio. Nella quotidianità riuscire a matchare rapidamente necessità, soluzioni, contatti e relazioni è una grande virtù.

In cosa pensa di essere stato innovativo? Quando ha capito che la sua idea imprenditoriale stava funzionando?

L’innovazione è ciò su cui si fonda la nostra azienda da 70 anni. L’innovazione non è solo fatta di tecnologie, ma di intuito, processi e di capacità di adattare l’azienda al cambiamento. Dalla prima meccanizzazione della Pubblica Amministrazione, condotta da mio nonno Mario negli anni ’50, al servizio di custodia e gestione degli archivi con mio padre Nunzio negli anni ’80, alla digitalizzazione e dematerializzazione degli archivi oggi. Ci siamo innovati tante volte nelle tre generazioni, non solo per stare al passo con i tempi ma per anticiparli. Blockchain e A.I. sono già entrate nella routine aziendale, ma io dico sempre che l’innovazione deve riguardare tutti i processi e le aree aziendali.

Ha letto libri di management? Quali consiglierebbe?

Leggo tanto e in macchina, dove trascorro tanto tempo, forse troppo, ascolto infinità di podcast, ma ho solo una guida sul comodino, che rileggo più volte: “Il coraggio di cambiare”, di Sergio Marchionne.

La chiave del suo successo?

Il lavoro che ti premia è quello quotidiano e costante, senza rincorrere il singolo affare o il guadagno facile ma specializzandosi nel saper lavorare, nel saper fare e gestire un’impresa… e perché no, saper fare profitto.

Ha mai fallito un obiettivo?

Bisogna esser bravi nel focalizzarsi su tanti obiettivi così anche se ne fallisci uno hai la soddisfazione di averne raggiunti altri.

Di chi si fida, a chi chiede consigli?

Di mio padre, commerciale visionario, mia madre, pragmatica informatica e mia sorella Terry, archivista pop, e mia moglie Rossana sempre la mio fianco.

Qual è la parte più difficile del suo lavoro?

Un po’ come per ogni aspetto della mia vita, è legata al tempo! Il tempo è il bene più importante che abbiamo ed é l’unico fattore aziendale non rinnovabile. Oltre all’attività aziendale svolgo una intensa attività associativa in Confindustria, nella quale credo fortemente, e cerco di dedicare quanto più tempo possibile alla mia famiglia. Pertanto cerco di ottimizzare ogni istante, ponendo sempre sulla bilancia quanto tempo cuba un impegno e quali sono i benefici che porta.

Mario Aprile

Quanto contano i mercati internazionali per la sua azienda?

Siamo impegnati nell’affermarci sul mercato nazionale, ad oggi l’Organizzazione Aprile è aggiudicataria di 9 gare in 9 regioni d’Italia per la digitalizzazione del patrimonio culturale Pnrr in RTI con TIM.

Fa bene un suo dipendente a non essere d’accordo con lei?

Mi fido molto dei miei collaboratori, di base sono loro a proporre decisioni per i loro settori, quindi solitamente sono io a chieder loro chiarimenti ed essere o non essere in accordo. Poi la strada migliore da percorrere la scegliamo insieme.

La sua azienda supporta la comunità locale? Come?

Ritengo che ogni impresa sia al centro di una comunità, che ogni imprenditore abbia anche un dovere sociale che è quello di lasciare qualcosa ai nostri territori nel rispetto dei goal dell’agenda 2030 dello sviluppo sostenibile. Ogni giorno ci dobbiamo chiedere cosa di buono e di utile possiamo fare per la società in cui operiamo. Bisogna fare squadra con tutti gli attori, perché se queste attività si fanno in rete le si fanno meglio. Quando ero presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Bari Bat abbiamo donato 17 grandi alberi e 370 piante alla Caserma Rossani, era ancora in fase di costruzione, ora è un parco in cui giocano tanti bambini. Durante il Covid la nostra azienda ha affiancato l’assessorato alle Pubblica istruzione del Comune di Bari donando tablet agli studenti delle fasce più fragili per permettere loro di studiare da casa. In tanti anni di storia le iniziative sono state tante ma le più belle sono sempre quelle che ancora faremo, in un mondo in cui tutti noi dobbiamo dare il nostro piccolo contributo per combattere le diseguaglianze e contribuire alla formazione di generazioni di donne e uomini che praticano, consapevolmente o inconsapevolmente, la parità.

Ha mai diversificato gli investimenti?

Siamo attivi nel settore turistico con una struttura alberghiera in Costa Smeralda.

Come usa il web e i social per far crescere la sua azienda?

Negli ultimi due anni abbiamo fatto importanti investimenti in comunicazione e rafforziamo ogni giorno la nostra presenza sui social. Nel nostro settore l’e-commerce è ancora un tabù però i social servono per rafforzare l’immagine aziendale e la fiducia nei nostri confronti.

Com’è cambiato, negli ultimi 10 anni, il settore in cui opera?

I cicli di innovazione sono rapidissimi, è un periodo di grandi trasformazioni aziendali frutto di ingenti investimenti immateriali nel digitale, con la creazione di una nuova piattaforma digitale aziendale capace di gestire e movimentare oltre 5 milioni di scatole archiviate in 20.000 metri quadri di capannoni, di interconnettere circa 100 postazioni internet e oltre 500 esterne, quelle dei nostri clienti. Il tutto supportato da sensori geolocalizzati e certificato in blockcain.

Cosa migliorerebbe della sua azienda?

L’idea è quella di qualificare sempre più la parte di competenze tecnologiche e digitali aziendale anche con l’inserimento di nuove risorse altamente specializzate.

Qual è il suo sogno nel cassetto?

Di sogni ne ho tanti ma essendo molto concreto e pragmatico, forse troppo alle volte, non farò la lista della spesa. Il sogno aziendale si chiama Crescita. Il sogno familiare si chiama Tempo.

Organizzazione Aprile

I suoi figli porteranno avanti l’azienda?

La quarta generazione è tutta al femminile. Ora frequentano la scuola dell’infanzia, magari tra 30 anni l’azienda festeggerà il centenario sotto il loro management tutto in rosa. Sono certo che le imprenditrici hanno una marcia in più…

Ha mai investito in una startup creata da giovani imprenditori? Lo farebbe? A quali condizioni?

L’open innovation è una leva di competitività ancora troppo poco sfruttata nel Meridione. Sono co-founder della maratona di startup Digithon alla sua settima edizione, sono nel consiglio del Balab, incubatore dell’Università degli studi Aldo Moro, sono partecipe nel comitato scientifico di molti corsi di Uniba e della Lum, sono stato giudice di innumerevoli startup competition… insomma sfonda una porta aperta. Abbiamo in corso diversi progetti con giovani e ricercatori in azienda. L’unica condizione è crederci.

Dia un consiglio a un giovane imprenditore.

C’è solo un consiglio da dare: siate ambiziosi e abbiate il coraggio di perseguire i vostri sogni giorno dopo giorno con la massima determinazione.

You may also like

More in Personaggi

Comments

Comments are closed.