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AQP – Acqua preziosa, numeri da record

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Incontriamo il Presidente di Acquedotto Pugliese nel suo studio al primo piano di quel palazzo che egli ama definire la Cattedrale laica dell’Acqua. Sereno, ci accoglie con affabilità e si lascia intervistare volentieri.

Presidente, guardando i dati che ha presentato a fine 2019 si registrano profonde novità per AQP. Da dove scaturiscono?

I numeri aiutano a capire sia la dimensione di quanto realizzato, sia il lavoro che ci attende. Il loro consolidamento avverrà in sede di approvazione del Bilancio Integrato 2019. Abbiamo definito il 2019 un anno da numeri record, nella gestione di Acquedotto Pugliese. Sono quattro i dati principali sui quali voglio appuntare la mia attenzione:
1) sono stati redatti progetti per interventi infrastrutturali per 340 milioni di euro. Sono altresì in corso progetti infrastrutturali per oltre un miliardo di euro; 2) il valore totale delle gare già bandite nel 2019, è stato di circa 647 milioni: 350 per lavori, 122 di servizi, 175 di forniture; 3) per interventi destinati ad investimenti, il valore totale delle gare bandite, è di poco superiore ai 400 milioni; 4) il valore dei contratti di appalto stipulati è di 350 milioni.

I progetti per interventi sulle infrastrutture, le gare bandite, i contratti stipulati, le gare bandite per investimenti confermano che AQP è stazione appaltante di primissimo livello.
Tutto ciò è il risultato di una complessa macchina organizzativa, ben riorganizzata, valorizzata e rimotivata. Un grande team di specialisti. Ingegneri e tecnici che gestiscono tutte le fasi delle attività che vanno dalla pianificazione alla progettazione e a quanto correlato alle fasi del loro sviluppo, fino alla realizzazione delle opere. Sono attività complesse, spesso poco conosciute, poste in essere, a tutti i livelli, con grande consapevolezza e responsabilità.
Se, aprendo il rubinetto, provassimo a pensare alla tecnologia, agli investimenti economici, alle risorse umane, alle loro professionalità e al loro lavoro, quello che, per abitudine, facciamo scorrere senza pensarci nel nostro lavandino, considereremmo la risorsa acqua davvero sacra. Per questo ho l’abitudine di ringraziare tutta la squadra di AQP, composta da duemila dipendenti. Ho imparato da subito ad incontrarli nei loro posti di lavoro, sui loro cantieri, ad apprezzarli. Un dato particolarmente significativo che mi piace rimarcare: la nostra azienda, anche per il 2019 si è confermata una realtà strategica per l’economia pugliese, punto di riferimento per lo sviluppo del contesto territoriale, anche economico e imprenditoriale. La partnership con i nostri fornitori, a seguito di rigorose gare pubbliche, lo ribadisco con soddisfazione, è composta prevalentemente da aziende pugliesi. Queste concorrono a generare attività che migliorano la qualità del servizio e rispondono in modo sempre crescente alle esigenze delle comunità.
I dati positivi delle gare sono il risultato dell’attenzione e della cura che AQP pone tutti i giorni nella gestione di un servizio fondamentale per il benessere dei cittadini e la sostenibilità del territorio.

Il 2019 è stato l’anno del Centenario dell’acqua pubblica. Finita la Prima Grande Guerra, nel 1919 nacque l’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese. Che valore attribuite a questa ricorrenza tanto da festeggiarla?

Guardiamo con responsabilità alla preziosità della risorsa acqua, bene vitale, di primissima necessità, lungamente atteso dai nostri antenati pugliesi. Fu l’avvento della civiltà. Noi oggi guardiamo con ammirazione alla scelta consapevole fatta un secolo fa per difendere l’acqua come “bene comune”. Scelta pubblica sempre ribadita e mai messa in discussione alla quale ci sentiamo vincolati. La difendiamo con convinzione. Ricordo sempre con grande emozione il mio primo contatto con le sorgenti di Caposele. Osservare l’acqua, la sua forza, la potenza con cui fuoriesce ai piedi del monte Paflagone per immettersi nella galleria Rosalba e avviarsi poi nel Canale Principale, dando le spalle alla sua foce naturale nel Tirreno, per servire tutta la Puglia, dal Subappennino dauno fino a Santa Maria di Leuca. Un’opera subito definita ciclopica, realizzata in tempi abbastanza rapidi.
Questa ricorrenza ci impegna ancora di più su tutti i fronti: dalle sorgenti, dalla captazione, al trasporto dell’acqua in tutti i 20 mila km di reti. Un servizio che ci vede impegnati, in sinergia con
il nostro azionista, la Regione Puglia, a garantire l’acqua a tutti i cittadini, a tutte le loro attività produttive.

Ma cento anni fa nacque altresì il servizio del recupero delle acque fino alla realizzazione di una fittissima rete fognaria e di depuratori che AQP oggi gestisce direttamente e sui quali ha realizzato incrementi di potenzialità e miglioramenti delle rese depurative. Oggi garantiamo il riuso delle acque, specie per usi agricoli e civili. Ci piacerebbe se fosse sempre più diffuso. Soprattutto abbiamo eliminato ogni sversamento in falda e il rilascio a mare, tutelando l’acqua e la bellezza delle nostre spiagge.
E questa è attività sempre in crescita perché i nostri impianti cerchiamo di adeguarli alle crescenti esigenze dei territori, sia alle loro dimensioni demografiche, sia alle continue esplosive dimensioni turistiche che si registrano in tantissimi centri della regione. Il riconoscimento delle “bandiere blu” alle spiagge pugliesi parla chiaro.

Come intendete affrontare il problema delle perdite nelle reti?

Per il nostro Consiglio di Amministrazione è una priorità. Prima di andare a cercare acqua da nuove fonti, difendiamo e proteggiamo quella che abbiamo. Amo ripeterlo in tutte le circostanze. Siamo consapevoli che la vetustà di alcuni impianti, di lunghi tratti delle nostre reti, soprattutto in alcuni centri abitati, necessitano di interventi non più rinviabili. Serve e servirà sempre più acqua potabile. Quella che disponiamo va assolutamente tutelata e non dispersa. Un piano di investimenti di 647 M€
è mirato a velocizzare la soluzione di queste esigenze: lotta alle perdite senza quartiere. Il fattore tempo è strategico. Lavoriamo perché non una goccia d’acqua deve essere sprecata. Siamo impegnati a gestire con intelligenza sia quella disponibile, sia nel promuovere un ciclo virtuoso del riuso.

Nel Salento la vicenda xylella (ne ha parlato diffusamente nello scorso numero Puglia Amazing) ha fatto allargare la riflessione anche all’acqua. In che misura?

Dobbiamo celermente prendere nuova consapevolezza, a tutti i livelli, che nella nostra regione, a partire dal Salento in maniera accentuata, sono in atto striscianti processi che hanno determinato lo “sconvolgimento dell’equilibrio idrogeologico, la salinizzazione delle acque, il rischio incombente, e già in parte in atto, della desertificazione, il terreno impoverito di sostanza organica e della vecchia fauna sostituita da una nuova fauna di agenti patogeni, l’inquinamento delle falde acquifere, la presenza di nitrati e altre sostanze dannose per la salute non solo degli alberi ma degli esseri umani”.
Recentemente l’ing. Roberto Dammicco e il dott. Giorgio Doveri, due ricercatori, che fanno parte del “Comitato Scientifico Multidisciplinare Indipendente”, “hanno meritoriamente esaminato e comparato numerosi documenti, ricerche, studi, documenti negli ultimi 15 anni a livello agronomico, chimico, idrogeologico, antropico, ambientale, sanitario.
Hanno cercato di fare un po’ di chiarezza sui fenomeni sopra indicati, spazzando anche un po’ di pregiudizi, luoghi comuni e vere e proprie fake news o discorsi da bar, per portare l’indagine su un terreno propriamente scientifico e comprovato da dati”.
Le fonti di approvvigionamento idrico di AQP sono: da Invaso il 65%, da Sorgenti il 20%, da Falda il 15%. Quest’ultima la preleviamo in quantità maggiore proprio nel Salento. Ecco il perché del nostro coinvolgimento.
Non vorremmo vedere applicata a noi la famosissima locuzione latina di Tito Livio Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur, mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata. Guardo a questo fenomeno con l’esigenza di accrescere e superare il deficit di consapevolezza e motivazionale ambientale che caratterizza il nostro tempo, nel quale ognuno di noi può e deve fare la sua parte. Si tratta innan- zitutto di adottare nuovi linguaggi per dare messaggi più facili e più accessibili. Far capire che la salute delle persone passa proprio dalla tutela dell’ambiente e dell’uso che facciamo della scarsa risorsa acqua di cui disponiamo.

Nei suoi interventi, più volte parla al personale con uno stile che spiazza. Quali i nuovi risultati che coglie?

Si è come passati dal “fai da te” che ognuno custodiva gelosamente, ricercava a qualsiasi prezzo, al “così è bene per tutti”, a condividere che “queste sono scelte aziendali”. Si è rapidamente usciti dalle tante “confort zone” esistenti. La vera novità è che si tratta di scelte condivise. Tutto nasce dall’accresciuta voglia e dall’accresciuta capacità di ascolto reciproco e dalle opportunità
di dialogo e di incontri che abbiamo deciso di porre in essere. Della comunicazione interna ed esterna, ne abbiamo fatto una leva strategica, un vero punto di riferimento. Credo sia anche il risultato della particolare attenzione che vien dato alle persone. Loro sono la risorsa primaria alla quale annettiamo una cura particolare. Soprattutto con una formazione mirata e ricorrente, avvalendoci anche di una preziosa
delle strutture di settore: AQP – Water Academy.

Una scelta non facile da gestire. Qualcuno ha parlato di neo paternalismo.

Luoghi comuni, certamente esterni alla nostra realtà. Il clima aziendale va conosciuto e vissuto. Nei recenti incontri con i neo 250 assunti dell’ultimo anno e mezzo, proprio loro hanno parlato con orgoglio di una realtà assolutamente inattesa dalle caratteristiche gestionali umane impensabili. Chi, peraltro, giunge da altre esperienze lavorative, ha parlato di un salto di qualità. Ogni dipendente AQP vive il senso del servizio, il senso di appartenenza all’Azienda, con piacere, come scelta di vita. Sa, è consapevole del contesto nel quale è inserito. Un grande ingranaggio che porta nelle case dei cittadini, rispettando il territorio e l’ambiente, un bene di primaria necessità: l’acqua, fonte primaria della vita.

C’è un dato che caratterizza ulteriormente la sua presidenza: la dimensione culturale che sta facendo scoprire di AQP. Ce ne vuole parlare?

Abbiamo iniziato già dallo scorso anno con il Bilancio integrato. Esso non è più soltanto uno strumento che fa il rendiconto delle attività ma una vera e propria leva di comunicazione, un asset utile per promuovere, verso l’esterno, la creazione di valore.
Quando mi sono reso conto del vastissimo patrimonio artistico, tecnologico, storico di cui dispone l’Azienda, mi sono immediatamente posto il problema di come valorizzarlo, di come farlo conoscere all’esterno, di come renderlo fruibile, a partire dal Palazzo dell’Acqua di via Cognetti di Bari per finire all’ultima fontanina che rimane testimonianza di successo e di civiltà anche nel posto più sperduto del territorio. Non starò qui a sciorinare il lungo elenco di interventi già realizzati, da Caposele a Leuca, delle tante iniziative culturali promosse ed in cantiere. Dico solo che promuovere con la cultura della comunicazione la narrazione della ricchezza di un patrimonio artistico esclusivo ed originale, avviando attività di promozione e di restauro necessarie per tutelarlo, aiuta alla conoscenza e alla crescita dell’Azienda che ognuno di noi, a partire dal Consiglio di Amministrazione, ha il dovere di offrire sempre per rendere un servizio di qualità ai cittadini, alle Istituzioni, al mondo imprenditoriale.
La cultura è vero fattore dinamico che mette in moto le energie positive presenti nell’Azienda, nel territorio e ne rafforza il rapporto.

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