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And the Oscar goes to

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Dobbiamo essere grati ad Helen Mirren e a tutti i non pugliesi e gli stranieri che hanno investito in Puglia. Non solo perché hanno portato risorse economiche. Ma perché ci hanno aiutati a riscoprire qualcosa che col tempo avevamo dimenticato: che viviamo in un posto meraviglioso

Helen Mirren PUGLIESE DELL’ANNO

L’abbiamo conosciuta la scorsa estate al “Mercatino del Gusto di Maglie”. Ascoltava lo chef, stringeva mani, degustava prodotti e vini, provava a fare la pasta fresca. Scambiava quattro chiacchiere con tutti, faceva selfie con chi glielo chiedeva, mai negando un sorriso. Come una ragazza curiosa girava tra gli stand per conoscere, capire, apprendere. Niente guardie del corpo, niente supponenza, nemmeno un briciolo di alterigia. L’attrice inglese Helen Mirren (premio Oscar per “The Queen”) e suo marito, il regista Taylor Hackford, sono l’emblema della semplicità. E forse è anche per questo che si sono innamorati della Puglia ed hanno preso casa a Tiggiano, nella campagna salentina devastata dalla xylella, dove trascorrono lunghi periodi di relax e dove si impegnano per la salvaguardia del territorio. L’attrice è infatti comparsa nello spot della Regione Puglia realizzato per sensibilizzare l’opinione pubblica contro l’abbandono di rifiuti nelle campagne. È inoltre da sempre attiva accanto delle associazioni che si battono per trovare una soluzione al pro- liferare della xylella.
Quando abbiamo fatto la consueta riunione di redazione per decidere il personaggio pugliese dell’anno ed è venuto fuori, tra gli altri, il suo nome, qualcuno ha avuto da ridire: «Che c’entra con i pugliesi?». Siamo sicuri che anche qualche lettore si sarà fatto la stessa domanda.
Beh, a parte il fatto che in tempi di Brexit, di porti chiusi e di razzismo strisciante e di ritorno, anche il solo fatto di nominare Pugliese dell’Anno una non pugliese può rappresentare un segnale simbolico di apertura, ci sono due motivi che ci hanno convinti a dare ad Helen Mirren questo riconoscimento altrettanto simbolico: 1) il suo impegno per la difesa del territorio pugliese; 2) l’aver deciso di trascorrere buona parte del suo tempo in Puglia.
Che debba essere una non residente a doverci ricordare quanto belle e deturpate siano le nostre campagne, è un segnale preoccupante. Ma tant’è: evidentemente ancora troppi pugliesi pensano di poter trattare il territorio come una immensa discarica, come se la cosa non li riguardasse o non gli si ritorcesse contro. L’ignoranza, purtroppo, resta alla base di molti mali nostrani.

La seconda ragione è più complessa e non riguarda solo Helen Mirren ma un po’ tutti coloro i quali nel corso degli ultimi 15-20 anni hanno scoperto la Puglia e ne hanno fatto la loro seconda o in alcuni casi prima casa. Da Leonardo Mondadori a Francesco Tatò, da Roberto Donadoni a Raoul Bova, da Gerard Depardieu a Francis Ford Coppola, passando per Meryl Street, Renè De Picciotto, Guy Martin,Giacomo Fiermonte e chissà quanti altri personaggi che sono rimasti lontani dai riflettori, in questi anni siamo stati invasi da personaggi italiani e stranieri più o meno famosi che dopo aver trascorso una vacanza in Puglia hanno deciso di restarci in pianta più o meno stabile.
Le loro vite ne hanno sicuramente tratto beneficio, per il sole, il mare, la luce e la gastronomia, e per lo stile di vita slow così di- verso da quello che avevano nelle rispettive città. Ma a tutti questi personaggi dovremmo rivolgere anche noi un immenso grazie, e non solo per i soldi che hanno investito in Puglia. Il fatto è che da quando sono arrivati loro, anche noi abbiamo riscoperto qualcosa a cui ci eravamo assuefatti. Abbiamo riscoperto che la nostra terra è meravigliosa. Semplice, problematica, ma meravigliosa.
La loro presenza, e l’arrivo di frotte di turisti, dovuta anche in minima parte al loro passaparola, ci ha obbligati a migliorarci: nelle infrastrutture (ma ve lo ricordate com’erano gli aeroporti di Bari e Brindisi?), nell’ospitalità (le masserie, i resort…), nell’offerta enogastronomica (quanto sono cresciuti i nostri vini e i nostri ristoranti!), nella cura delle città (soprattutto alcune).
Ecco, questo riconoscimento ad Helen Mirren è un ringraziamento a tutti quei non pugliesi che ci hanno fatto crescere e ci hanno stimolati a migliorarci. In un mondo che alza muri e si divide, noi restiamo a braccia aperte. Accoglienti per natura e per storia. Sempre pronti a dividere un pezzo di pane e una bottiglia di vino.

Venire in Puglia? Un nuovo inizio – INTERVISTA CON HELEN MIRREN

Quando e perché si è innamorata della Puglia?
Mi sono innamorata prima di tutto della luna sulle acque del Salento e naturalmente degli ulivi secolari, ognuno dei quali sembra un’opera d’arte. Subito dopo queste prime impressioni, ho imparato quanto forti e genuine e umane siano la cultura e la società salentina. Ed è questo ciò che più amo della Puglia.

Cosa fa quando è in Salento?
Vado a fare la spesa, faccio giardinaggio, incontriamo i nostri amici, ci sediamo in piazza e guardiamo il mondo scorrere.

La sua scelta di venire qui è stata una fuga, un buon ritiro o cos’altro?
Nè una fuga nè un ritiro ma un nuovo inizio ed un modo per spendere il nostro tempo in maniera creativa. Abbiamo impiegato sette anni per ristrutturare la nostra masseria, prestando grande attenzione al rispetto dell’ambiente e piantando 400 alberi di melograno.

Cosa apprezza di più della Puglia e dei pugliesi?
Come ho già detto, amo la gente di Puglia, e oggi alcuni pugliesi sono nostri carissimi amici. Adoro i forti legami famigliari che le persone hanno, la serietà con cui si discute del cibo, l’amore per il mare e il sole, l’orrore della pioggia e dello scirocco, la lealtà verso la comunità, e che tutti conoscono gli affari di tutti.

Cosa non le piace?
Trovo sconvolgente il modo in cui la campagna viene utilizzata come discarica per la spazzatura e non solo per questa, ma anche per abbandonare vecchi televisori, rifiuti domestici, cartoni di sigarette e bottiglie di plastica che vengono buttate dalle auto. La natura grezza del Salento è molto bella.

Ha sogni da realizzare?
Un sogno che ho è quello di essere in grado di vedere la luna sull’oceano per il resto della mia vita.

“Inclusione, dialogo e interazione. Il Marta ha lanciato la propria sfida”

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