Il nuovo numero vi aspetta in libreria dall'1 Luglio

 


Il Magazine per chi è Orgoglioso di essere, o sentirsi, Pugliese

Unibà Revolution

Conti rimessi a posto. Nuovi corsi. Boom di iscrizioni. Collaborazioni con le aziende. Lancio di spin-off e start-up. Studenti dall’estero. L’Università e il Politecnico di Bari sono diventati un polo d’eccellenza. Merito della svolta impressa da due uomini: il magnifico rettore Antonio Felice Uricchio e il rettore del Politecnico Eugenio Di Sciascio.  
NUOVI CORSI, CLIMA COLLLABORATIVO, GRANDE APERtura all’internazionalizzazione, taglio del debito e ritorno ad un utile di bilancio: la sensazione è che l’Università di Bari stia attraversando una fase di incredibile rilancio. Per stare al passo coi tempi si buttano via le zavorre del passato (i debiti milionari e le baronie) per far posto ad un Ateneo ed un Politecnico moderni, ambiziosi e attrattivi. Un polo universitario di eccellenza. Pugliese ma che guarda al mondo, neanche più al solo Mediterra- neo. E i protagonisti di questa rivoluzione sono due: il magnifico rettore Antonio Felice Auricchio ed il rettore del Politecnico Eugenio Di Sciascio.  
Auricchio è il magnifico rettore che non ti aspetti: disponibile, aperto al dialogo, fonte inesauribile di idee e nuovi progetti. E in cinque anni ha reso l’Ateneo molto simile a lui. La rivoluzione è partita nel novembre del 2013, con l’approvazione del piano di rientro e rilancio. Le casse dell’Università erano in profondo rosso: sotto di 32 milioni di euro (ma scavando a fondo ci si accorse che la voragine era di quasi 60 milioni). Grazie alla razionalizzazione della spesa, all’efficientamento della gestione immobiliare, al taglio del numero dei capi-area e dei consumi, al recupero dell’evasione delle tasse universitarie (cinque milioni di euro) il disavanzo è stato azzerato e oggi i conti sono in ordine e si registra addirittura un utile d’esercizio di circa 21 milioni. Un altro macigno che minava la stabilità del bilancio, le retribuzioni non dovute pagate a personale negli anni dal 2001 al 2012, è stato di recente eliminato, o quanto meno reso più digeribile, visto che il Ministero delle Finanze ha accettato un accordo che gli farà recuperare 11 milioni in rate da 500mila euro l’anno. Un protocollo d’intesa è stato invece firmato a dicembre con il comando regionale della Guardia di finanza, che per 24 mesi collaborerà con l’Università per effettuare verifiche sulle dichiarazioni dei redditi dichiarati dalle famiglie degli studenti ed evitare che vengano erogate riduzioni delle tasse o altri benefici nei casi non dovuti. Contestualmente all’intervento sui conti, si è pensato di rinnovare l’offerta formativa, che oggi offre cinque corsi in lingua inglese. «Sull’internazionalizzazione stiamo puntando molto», spiega Uricchio, «I nostri studenti parlano la lingua fluida della cultura e della scienza, una lingua essenziale e senza fronzoli, che smonta le contrapposizioni “noi/loro”, i luoghi comuni del diverso, gli scontri tra le civiltà». Il risultato è che oggi Uniba conta più di 800 studenti stranieri, un risultato eccezionale, raggiunto anche grazie alle borse di studio e all’aiuto della Regione. Ma non ci sono solo i corsi in lingua inglese ad arricchire l’offerta formativa dell’ateneo barese. Ci sono tante aspettative anche per le ultime novità, come per esempio l’indirizzo in Nutroceutica a Farmacia, o Bio Ingegneria al Politecnico. «L’Università di Bari si apre alla modernità», dice orgoglioso Uricchio, e pensa al successo che sta riscontrando la nuova Casa degli studenti, il palazzo Ex-Poste trasformato in una sorta di co-living che resta aperto fino a mezzanotte a disposizione dei ragazzi. «Stiamo portando avanti una idea di campus urbano, imitando il modello Chicago, fatte le dovute proporzioni, ovviamente». E così, in collaborazione col Comune di Bari, le aree attigue all’ateneo vengono a poco a poco trasformate e ripensate. Una rigenerazione urbana che mette al centro i luoghi della cultura. All’interno dello Student Center c’è un altro gioiello, il Ba.Lab, costola del progetto FutureLab: nasce da una call di Smart Puglia ed è un laboratorio di contaminazione riservato ai ragazzi che vogliono presentare idee imprenditoriali.  
Di idee ne sono arrivate ben 150 e ne sono state selezionate 42, 12 di queste si sono trasformate in aziende che già fatturano. Nel Ba.Lab sono state poste le premesse per dare gambe e struttura a queste idee, affinché si trasformassero in startup. Il Ba.Lab insomma è uno spazio di oppor- tunità in cui i sogni possono trasformarsi in sfide imprenditoriali. E già si contano i primi nomi di startup nate nel contamintion-lab: Energy by Oscar, StarWork, Puglia Off, TouPlay. Insomma il Ba.Lab è davvero il luogo delle possibilità, lo spa- zio aperto alle visioni del futuro.   Ed è anche un laboratorio in movimento, nel senso che va a cercare le idee: sono state già effettuate delle conference ideas a Barletta e Taranto, ma altri comuni si sono fatti avanti per ospitare l’evento. Grazie a tutte queste novità, il numero delle iscrizioni, che fino a qualche anno fa era in calo, è tornato ad aumentare. Quest’anno gli studenti sono 45.000. Ma la cosa forse ancora più importante è che Uniba è diventata attrattiva anche nei confronti dei docenti, e sono già diverse le chiamate dirette di professori di fama internazionale che hanno portato nuova linfa tra il personale accademico.   L’Università barese è in buone mani. È un successo per Uricchio, ma anche per tutto il territorio pugliese. Perché una università forte e prestigiosa garantisce un futuro migliore ai nostri ragazzi.