Editoriali

Una classifica per stimolare i sindaci. E per ricordare che le città sono fatte dai cittadini

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Disegnare il futuro pensando a risolvere i problemi del presente: è la grande sfida cui ogni primo cittadino è chiamato. Ma spesso dimentichiamo che il cambiamento non passa solo dai burocrati e dagli amministratori, bensì da ogni nostro singolo gesto

Fabio Mollica

Nel 2030 il 60% della popolazione mondiale vivrà nelle aree urbane. Le città sono così costrette a preparare il futuro, ridisegnandolo anche alla luce degli ultimi accadimenti (vedi alla voce pandemie), cercando però di garantire già oggi un buon livello della qualità della vita. Disegnare il futuro governando il presente: è questa la grande sfida che attende ogni sindaco, qualunque città governi, che si chiami Bari, Taranto, Locorotondo o Bovino poco cambia. Quanto meno nelle aspettative dei cittadini. E c’è un’altra cosa che accomuna una buona parte di questi ultimi: la tendenza a denigrare, a lamentarsi, a denunciare le cose che vanno male (spesso evitando di fare un mea culpa). Troverete sempre un brindisino pronto a lamentarsi della sua amministrazione, un barese che sottolinei certe problematiche dei quartieri periferici, un foggiano pronto a dire che “da qui bisogna scappare”. Forse solo i salentini sono immuni da questa malattia endemica: nella provincia di Lecce è difficile trovare qualcuno che parli male della sua terra. Anche
a costo di esagerare in senso opposto.
Il problema è che tendiamo a guardare il dito e non la luna. E quasi sempre la visione che un cittadino ha della propria città risente di appartenenze, convinzioni e pregiudizi che impediscono di assumere una posizione neutrale.
Per giudicare bene una città sarebbe meglio mediare tra i giudizi dei cittadini e quelli dei non residenti, che includono sia i turisti che quanti arrivano in città per motivi di lavoro.

CONSAPEVOLI DI QUESTO, siamo pronti a scommettere che la classifica 2020 delle “Città pugliesi più vivibili” scatenerà una sfilza di polemiche e ci regalerà una lunga serie di critiche. Si lamenteranno gli amministratori e gli abitanti delle città agli ultimi posti, ma si lamenteranno perfino alcuni cittadini baresi, che magari diranno che siamo al soldo di Decaro e dei fantomatici poteri forti. Ma questo è un giornale nato e pensato per chi vuole andare avanti e continuare a costruire un futuro migliore, e dunque ci lasceremo alle spalle le critiche (facendo tesoro di quelle costruttive) e guarderemo al domani. Agli stimoli che una iniziativa come questa può fornire a sindaci e amministratori locali per aumentare le proprie performance, con l’obiettivo di migliorare le loro città. Perché alla fine la Puglia fa altri passi avanti se ogni singolo comune progredisce.
E per progredire non ci sono ricette da inventare, ma solo esempi da imitare: nel mondo, in Italia, nella nostra regione.

PER MIGLIORARE LE CITTÀ è indispensabile recuperare i loro borghi e ridare nuova vita alle decine di immobili storici (palazzi, vecchi opifici, mercati rionali, scuole…) abbandonati da anni oppure in cattive condizioni. Abbatterli sarebbe la soluzione più veloce, ma non la migliore, perché significherebbe rinunciare all’architettura, all’identità, alla storia e all’anima di ogni città. Certo, a parole è tutto semplice (un’altra cosa che ogni cittadino dovrebbe tenere a mente prima di giudicare i sindaci). Nei fatti invece ogni giunta comunale si ritrova a dover fare i conti con le casse vuote. E se a questo aggiungiamo che alcuni sindaci sono a corto di idee, ambizione e sogni, allora il cambiamento è ben al di là dal venire. Ma per innescare il cambiamento non servono progetti e programmi faraonici.
A volte, quasi sempre, basta un solo progetto per farlo partire. Per ispirare i cittadini e far loro sentire e vedere in maniera diversa le loro strade, i loro quartieri.
Ecco perché in questo numero del magazine abbiamo voluto proporre delle case history di città in evoluzione e di progetti di cittadinanza attiva che stanno trasformando il territorio partendo dal basso. A volte dall’inizitiva di una o poche persone.

ECCO, APPUNTO, I CITTADINI.
Se è vero che una città vivibile è quella in cui le infrastrutture e i trasporti funzionano, i parchi e gli spazi pubblici sono ben tenuti e le forze dell’ordine garantiscono la sicurezza, è altrettanto indubbio che le città sono fatte dai cittadini, non certo dai burocrati e dai politici. È quindi soprattutto da loro, da noi, che dipendono la bellezza e la vivibilità di una città. Dovremmo ricordarlo sempre e agire di conseguenza, se vogliamo continuare a migliorare la Puglia e esserne sempre più orgogliosi. Qui accanto vi proponiamo qualche semplice regola per “essere dei buoni cittadini”, pubblicata un po’ di tempo fa dal mensile Monocle. Buona lettura e buona Puglia!

A cuore aperto con… Vito Radicci

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