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Il Magazine per chi è Orgoglioso di essere, o sentirsi, Pugliese

Scarlinpizza – L’esempio di una generazione

L’azienda l’ha creata papà Nicola 23 anni fa, lasciò il mondo della macelleria, in cui operava la sua famiglia. Rilevò un bar di San Giovanni, 16 metri quadrati, e iniziò a fare panzerotti e patatine fritte. Qualcuno lo prese per pazzo. E invece fu la sua fortuna. E se oggi siamo diventati quello che siamo, con i nostri 35 dipendenti e questo nuovo stabilimento di produzione, è proprio grazie a quell’atto di coraggio e al duro lavoro che papà ha fatto negli anni». La voce di Antonio Scarlino, figlio di Nicola, è rotta dall’emozione, perché solo chi ha conosciuto il duro lavoro, le notti insonni, le ore rubate a moglie e figli, sa capire davvero i sacrifici e le assenze dei genitori. Capire, non apprezzare, perché le assenze non si possono apprezzare, anche quando sono “a fin di bene”, per portare avanti la famiglia. Antonio è praticamente cresciuto in azienda. Facoltà di Giurisprudenza abbandonata al secondo anno per dedicarsi alla ditta, accanto a suo padre. Oggi come ieri.

«Facevamo 1500 panzerotti fritti per sera e 3 quintali di patatine fritte. La domenica mattina iniziavamo a fare il panzerotto e lo congelavamo nel pozzetto dei gelati. Tommaso, un amico, chiese a papà di fornirgli il prodotto surgelato. Siamo andati avanti con lui per 4-5 anni, il lavoro cresceva e papà gli disse che non ce la faceva più perché aveva bisogno di spazio. Io ho trovato il secondo cliente, poi il terzo, il quarto e il quinto. Arrivarono anche gli insoluti di alcuni di loro. Per 10-12 anni siamo andati avanti cosi. Poi nel 1997 abbiamo finalmente fatto il primo stabilimento». E da meno di un anno, di fronte al primo stabilimento di Casarano, è stato inaugurato il nuovo, ultramoderno, spazioso, ben arredato. Da qui escono ogni giorno pizze surgelate, focacce e una seria di snack derivati dalla pizza. Fatturato di sei milioni di euro, che si divide al 50% Italia e al 50% estero, con quest’ultimo che è destinato ad aumentare.