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Sanofi continua ad investire su Brindisi

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Lo stabilimento del gruppo farmaceutico genera un fatturato di oltre 46 milioni di euro e ha un forte impatto sull’economia del territorio. Intervista al direttore Morelli

Lo stabilimento Sanofi di Brindisi è uno dei quattro siti produttivi del gruppo farmaceutico in Italia ed è destinato ad accrescere la sua importanza ed il suo peso economico perché Sanofi ha annunciato proprio nei giorni scorsi l’intenzione di creare una realtà leader in Europa dedicata alla produzione e alla commercializzazione a terzi di principi attivi (API). Il progetto consiste nella creazione di una società indipendente destinata a integrare le attività commerciali e di sviluppo dei principi attivi a oggi prodotti da Sanofi in sei dei suoi siti produttivi europei, e tra questi c’è quello di Brindisi. Fondato nel 1966, lo stabilimento negli anni si è specializzato nella produzione di principi attivi farmaceutici che si basano su processi fermentativi. Sono farmaci, principalmente antibiotici ed antinfettivi,
che vengono esportati in ben 89 Paesi al mondo. Oggi lo stabilimento è sede dell’unico Centro Biotecnologico di Ricerca Industriale Sanofi per lo sviluppo di microorganismi alto-produttori di antibiotici e non. Il Centro è parte integrante del Distretto Biotecnologico della Regione Puglia. Certificata sia per la gestione della sicurezza sul lavoro che per la gestione dell’impatto ambientale, questa realtà produttiva, attraverso un valore della produzione di 46,3 milioni di euro nel 2019 (in crescita di quasi l’8% rispetto al 2018), ha registrato impatti diretti, indiretti e indotti sull’economia del territorio pari a 35 milioni di euro di PIL, e generato un valore complessivo di 85 milioni di euro sull’intera catena. Soltanto nel 2019 l’azienda ha investito nel sito di Brindisi 7,6 milioni di euro (in crescita rispetto al 2018) e prodotto 238 tonnellate di principio attivo. A fine 2019 contava 235 collaboratori (il 95% dei quali di Brindisi e provincia) impiegati nei comparti produttivi e nel Centro dedicato alla ricerca industriale.

Dal 2000 a oggi, sono stati investiti circa 45 milioni di euro in progetti di ricerca in collaborazione con il MIUR. Negli ultimi anni l’organizzazione del Centro Biotecnologico di Ricerca Industriale è stata potenziata grazie all’assunzione di professionisti altamente qualificati e all’installazione di una nuova stazione robotica ed automatizzata che ha permesso di duplicare la propria capacità di sviluppo di microrganismi altoproduttori.
La collaborazione con la Regione Puglia sul fronte degli investimenti è stata preziosa. Infatti, grazie ai 3,8 milioni di euro accordati dall’ultimo accordo di programma completamente dedicato alla ricerca industriale, stretto con l’amministrazione nell’estate 2018 (nell’ambito del Programma Operativo Regionale), il Centro sta sviluppando processi produttivi innovativi di farmaci maturi e di nuovi farmaci, oltre che nuove tecnologie di produzione.

Questo, oltre a rafforzare la rete di collaborazioni con università ed enti di ricerca, consoliderà
e aggiornerà il know how interno. Al progetto è collegato inoltre un programma di formazione per cinque giovani laureati della durata di 30 mesi, attualmente presenti nel sito di Brindisi. Anche relativamente alla parte più prettamente produttiva, negli ultimi 10 anni la collaborazione con la Regione Puglia e
gli enti locali, ha generato contratti di programma per un totale di oltre 80 milioni di euro finalizzati al potenziamento del sito produttivo, allo sviluppo di nuovi farmaci, allo sviluppo sostenibile, alla ricerca industriale e a progetti di manufacturing 4.0.
Giovanni Morelli, direttore di stabilimento, ha risposto alle nostre domande.

Sono previsti nuovi investimenti nel prossimo triennio?
Si, il piano triennale investimenti (2020-2022) prevede 15 milioni di euro per progetti di efficientamento del sito che lo metteranno nelle condizioni di essere ancora più aderente a normative e regolamenti in continua evoluzione e sempre più stringenti. Mi riferisco, a titolo di esempio, al potenziamento di strutture che lo renderanno conforme alla normativa antisismica o all’acquisto di apparecchiature sempre più sofisticate per l’analisi di rilascio dei nostri prodotti finiti ed intermedi. Oltre a ciò, è prevista l’installazione di un secondo cogeneratore (per ulteriori 6 milioni di euro aggiuntivi) destinato alla produzione di energia elettrica e acqua refrigerata, che ci permetterà di diventare indipendenti da un punto di vista di energia elettrica e di ridurre il nostro impatto sull’ambiente in termini di emissioni di CO2.

Per l’ottavo anno Sanofi è stata certificata azienda Top Employer in Italia: per quali motivi?
La certificazione è frutto di un’attenta analisi dell’offerta di Sanofi in diverse aree come Talent Strategy, Talent Management, Talent Acquisition, Learning & Development, Compensation & Benefits, On boarding, Workforce planning, Performance management, Leadership Development and Culture. Questo riconoscimento ci rende davvero orgogliosi perché premia il nostro impegno di sempre nel creare una cultura inclusiva che mette al centro le persone e il nostro luogo di lavoro come un contesto in cui possiamo crescere, collaborare con passione e osare per prenderci cura dei pazienti e dei clienti. Welfare, formazione, smart working, soddisfazione sul lavoro: oltre al riconoscimento Top Employer Italia e Top Employer Europe siamo anche tra le sole 13 aziende Top Employer Global, avendo ottenuto una certificazione in 4 Regioni (Asia Pacifico, Europa, America Latina, Medio Oriente) e 22 Paesi tra cui l’Italia.

Avete in programma nuove assunzioni a Brindisi?
Al momento il nostro organico è bilanciato sulle produzioni in corso. Tuttavia, da più di un anno è stato creato un team dedicato allo sviluppo di nuovi business che lavora a stretto contatto, oltre che con la ricerca industriale anche, e soprattutto, con le funzioni centrali di base a Parigi che si dedicano alla ricerca sul mercato di nuovi prodotti e di nuovi clienti. Abbiamo intrapreso recentemente un’interessante collaborazione con un’azienda americana per un prodotto in fase avanzata di sviluppo clinico. Queste nuove opportunità di potrebbero portare ulteriori investimenti e, di conseguenza, la necessità di nuovo personale. È per noi una sfida cruciale. La dobbiamo affrontare nei prossimi anni con la dovuta agilità, snellezza decisionale e imprenditoriali- tà. Caratteristiche che spesso non sono esattamente proprie delle grandi multinazionali, ma che a Brindisi stanno diventando un “mantra” che ci permetterà di differenziarci e garantirci sostenibilità nel lungo termine.

Sanofi ha dimostrato negli anni una forte sensibilità sociale, sostenendo iniziative culturali e non solo: a quali siete particolarmente affezionati?
Sanofi e anche il nostro stabilimento dimostra quotidianamente di avere grande responsabilità e sensibilità sociale. È un aspetto che rientra a tutti gli effetti nel dna e nelle strategie del Gruppo.
Il nostro impegno non si esaurisce nella ricerca e produzione di farmaci ma investe la dimensione sociale, ambientale e un’attenzione per il territorio in cui viviamo. In particolare, a Brindisi siamo impegnati in progetti che favoriscono l’employability dei nostri collaboratori in un contesto socio-economico in continua evoluzione e cambiamento come quello della Puglia e del nostro Paese. Quotidianamente, il nostro obiettivo è quello di fare crescere persone attraverso esperienze, piani di formazione e job rotation che possano aprire loro nuovi percorsi di crescita, dentro e fuori la nostra azienda, nel territorio e anche in un contesto più ampio. Crediamo fortemente nell’impatto positivo che le nostre iniziative hanno sul territorio e il suo sviluppo. Nelle scuole medie del territorio abbiamo affrontato tematiche come la salvaguardia del pianeta e l’attenzione all’ambiente. Grazie a una specifica partnership con l’ITS Meccatronico Cuccovillo stiamo implementando percorsi di formazione che facilitino l’accesso di giovani tecnici specializzati nel mondo del lavoro. Con «Pianta il Futuro con noi» abbiamo coinvolto i nostri colleghi e le loro famiglie nella ripiantumazione di aree verdi. Altre specifiche attenzioni sono state rivolte al tema della corretta nutrizione e al benessere psico-fisico dei nostri dipendenti, al tema della sicurezza sul lavoro a cui abbiamo dedicato un’ora di stop dello stabilimento che ci ha permesso di sensibilizzare sui rischi e la cultura di prevenzione di tali rischi.

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