Il direttore generale De Vito: «Dalla continuità all’evoluzione: l’innovazione come motore di trasformazione». Nel nuovo ciclo progetti per 2,4 miliardi di euro
Il passaggio dalla programmazione 2014-2020 a quella 2021-2027 non è stato per Puglia Sviluppo una semplice fase di transizione, ma una vera e propria evoluzione strategica. Se il primo ciclo è servito a costruire solide fondamenta per lo sviluppo imprenditoriale – con un sistema di incentivi ampio, accessibile ed efficace – il secondo si propone come fase di consolidamento e trasformazione, con l’innovazione, la transizione digitale ed energetica come assi portanti.
Durante la programmazione 2014–2020, Puglia Sviluppo ha costruito un modello di intervento pubblico efficace, centrato su strumenti agevolativi capaci di rispondere alle esigenze di PMI, start-up, grandi imprese e lavoratori autonomi. Il successo di misure come il Titolo II, NIDI, TecnoNidi; PIA e Contratti di Programma ha segnato una svolta per il sistema produttivo regionale.
Con oltre 8,4 miliardi di euro di investimenti, risorse pubbliche per 3,5 miliardi, 20.233 iniziative imprenditoriali agevolate, nuova occupazione per 41.633 nuove unità, il ciclo 2014–2020 ha posto le basi per un tessuto imprenditoriale più solido, dinamico e orientato alla crescita.
Su queste basi, la programmazione 2021–2027 ha fatto un salto qualitativo, orientando gli strumenti agevolativi verso obiettivi più ambiziosi: trasformazione tecnologica, sostenibilità e competitività globale. Gli incentivi non sono più pensati solo per far nascere o crescere imprese, ma per trasformarle. I bandi attuali premiano in modo esplicito l’adozione di tecnologie digitali avanzate, soluzioni green, modelli organizzativi innovativi e collaborazioni tra ricerca e impresa.
Il risultato è un sistema di incentivi che evolve da semplice leva economica a motore di cambiamento strutturale, capace di accompagnare la regione verso i traguardi del Green Deal, della digitalizzazione e della coesione territoriale.
Una delle differenze sostanziali tra i due cicli è l’introduzione – nella nuova programmazione – di una logica integrata tra incentivi a fondo perduto e strumenti finanziari (prestiti agevolati, garanzie di portafoglio, equity). Se nel 2014-2020 gli incentivi erano in gran parte contributi diretti, nel 2021-2027 la nuova strumentazione regionale consente di costruire piani di finanziamento personalizzati, combinando diverse forme di sostegno in base alla tipologia di progetto e al livello di rischio.
Questa integrazione aumenta la leva finanziaria degli interventi pubblici, facilita l’accesso al credito, soprattutto per le PMI innovative, stimola la bancabilità dei progetti green e digitali, orienta le imprese a una pianificazione più solida e sostenibile.
Nel panorama delle politiche economiche regionali, la Regione Puglia si è consolidata come una delle esperienze più efficaci di attuazione strategica dei fondi europei. Ma è con la programmazione 2021-2027 che l’azione della Regione Puglia compie un salto qualitativo: l’innovazione, la transizione digitale e quella energetica diventano la bussola di ogni intervento. Non solo supporto alle imprese, ma una visione trasformativa dell’economia regionale, orientata alla sostenibilità, alla competitività e alla resilienza.
Fin dall’avvio della nuova programmazione, si è puntato su un approccio sistemico: costruire un ecosistema dell’innovazione in grado di mettere in connessione imprese, università, centri di ricerca, investitori istituzionali, sistema del credito e pubblica amministrazione. Gli strumenti attivati vanno in questa direzione: dai nuovi bandi per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale alle misure dedicate alle startup tecnologiche.
In pochi mesi, decine di progetti hanno preso forma, molti dei quali in ambiti altamente strategici come l’intelligenza artificiale, la cybersecurity, l’internet of things e le biotecnologie.
La missione è chiara: fare della Puglia un laboratorio d’innovazione, capace di attrarre talenti e investimenti, generando valore aggiunto in settori a elevato contenuto tecnologico.
«In questi anni – spiega il direttore generale Antonio De Vito – ci siamo sforzati di creare strumenti che fossero inclusivi, strutturali e flessibili, cioè rivolti alle imprese di ogni dimensione, privi di scadenza e aperti al cambiamento, a seconda delle necessità. Nello stesso tempo, abbiamo cercato di focalizzare gli investimenti nei settori innovativi, per rafforzare la competitività delle imprese in ambiti “non tradizionali” per la Puglia, dall’aerospazio alla meccatronica e smart manufacturing, con particolare attenzione per i processi trasformazione digitale e di transizione energetica. Con la nuova programmazione abbiamo attivato 7 strumenti che, a poco più di un anno dall’apertura, hanno movimentato la presentazione di progetti per oltre 2,4 miliardi di euro di investimenti complessivi, da parte di 1.935 imprese e nuova occupazione per oltre 4.800 unità».
«Ma – continua De Vito – vorrei sollevare l’attenzione anche su un altro dato: l’aumento degli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione. Nella programmazione 2014-2020 con un valore assoluto di 1,7 miliardi di euro hanno superato il 42,8% degli investimenti complessivi realizzati con Contratti di Programma, PIA e TecnoNidi. Nella programmazione attuale, in un anno di operatività degli strumenti, abbiamo già un valore in termini assoluti di 611 milioni di euro».
«Non è un caso se la Puglia, nel periodo 2019-2023, con un Pil in crescita del 6,1%, è risultata la regione italiana più dinamica, secondo Svimez, e il 2024 – attesta l’Istat – si chiude con 1 milione 304mila occupati in Puglia, il numero più alto di lavoratori dal 2018 mentre il tasso di occupazione pugliese 2024 supera di quasi 2 punti percentuali quello del Mezzogiorno».
«Per intensificare ulteriormente la carica innovativa della Puglia», sottolinea infine il direttore generale di Puglia Sviluppo, «stiamo puntando sugli strumenti finanziari. Favorire l’ingresso al mercato dei capitali per le PMI e le startup che vogliono innovare e consolidarsi, rappresenta davvero la chiave di volta, non solo per accelerare la loro crescita dimensionale, ma soprattutto per lo sviluppo della competitività internazionale della Puglia».
La continuità tra 2014-2020 e 2021-2027 è evidente nella struttura degli strumenti e nella capacità amministrativa consolidata di Regione Puglia e Puglia Sviluppo. Ma è nella visione di lungo periodo che si misura il vero salto di qualità: oggi l’intervento pubblico non serve solo a creare nuove imprese, ma a costruire un nuovo modello economico regionale, dove innovazione, sostenibilità e integrazione finanziaria diventano pilastri della competitività futura.
La Puglia, grazie a questa strategia evolutiva, si candida a essere una delle regioni europee più attrezzate per affrontare le sfide della doppia transizione – digitale e green – con un sistema pubblico-privato ormai rodato, flessibile e pronto ad attrarre e sperimentare.












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