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Pioggia di milioni sul salento

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Milioni, milioni e ancora milioni: una pioggia di milioni di euro è caduta negli ultimi due anni (e continua a cadere) su Lecce e sul Salento. In silenzio, senza far rumore, ma alla fine i risultati si iniziano a vedere. L’obiettivo, non dichiarato ma ormai evidentissimo, è quello di riprodurre il successo della Valle d’Itria: rialzare l’asticella verso l’alto, puntando al target se non dei ricchissimi, quanto meno dei benestanti, gente che cerca strutture belle,
che regalino pace e privacy, ma anche un ottimo servizio ed esperienze uniche. I protagonisti di questa rivoluzione, o trasformazione, se preferite, di una terra che negli ultimi anni aveva scommesso sui giovani delle discoteche, sulle famiglie dei campeggi e sul popolo dei B&B, sono spesso degli stranieri, o comunque non salentini. È una storia che si ripete: anche ad Ostuni, Savelletri, Locorotondo, Cisternino negli anni passati sono arrivati prima gli investimenti dei forestieri, che avevano visto l’oro nelle masserie diroccate e nei trulli abbandonati. Poi quelli dei locali.

PALAZZO BN. In questa formidabile corsa all’investimento in terra salentina la pole position va di diritto a Renè De Picciotto, 77 anni, ex banchiere in Svizzera, che ha mobilitato qualcosa come 50-60 milioni di euro (fonte Il Sole 24 Ore). Da qualche anno, complice l’amore, De Picciotto si è ristabilito a Fasano, dove ha acquistato un paio di masserie e aperto uno stabilimento balneare da 100 euro ad ombrellone. Poi ha rivolto gli occhi, e il portafogli, a Sud: prima ha rilevato il cinema Roma a Ostuni, quindi ha fatto tappa a Lecce, dove ha acquistato la squadra di calcio (forse l’unico investimento a perdere) e l’ex palazzo del Banco di Napoli, trasformato in residenza di pregio con 13 appartamenti e un ristorante (un investimento di 8 milioni). Uno come De Picciotto non fa passi avventati, e soprattutto, quando si muove scatena un effetto imitazione che porterà a Lecce altri imprenditori in cerca di strutture da acquistare e ristrutturare. Che siano per fini turistici o personali poco importa: di sicuro portano soldi, lavoro, economia, capitale umano. Quest’ultimo fattore non è da sottovalutare, perché un conto è che arrivi in Puglia una comitiva di ragazzini in cerca di divertimento notturno (ben vengano anche loro, siamo tutti stati giovani… un bel po’ di tempo fa), un conto è che arrivi un manager come Luigi De Vecchi (del colosso americano Citi), che ha acquistato una casina di pescatori tra Tricase e Castro. È evidente che la rete di contatti, ospiti, relazioni che si genera in questo caso ha un valore ben più importante per il territorio.

PALAZZI, BAR E RESORT. Ne sanno qualcosa anche a Nardò, dove lo chef stellato francese Guy Martin (proprietario del parigino Le Grand Véfour) e sua moglie, la produttrice televisiva Katherina Marx, hanno acquistato Palazzo Maritati e Muci, resort con 10 camere, impreziosito da opere d’arte contemporanea e pezzi di design firmati Gio Ponti, Tobia Scarpa, Ico Parisi. A Gagliano del Capo ha invece aperto Palazzo Daniele, un immobile neoclassico del 1861 all’interno del quale sono state ricavate nove suite. A capo dell’investimento c’è lo stesso team che a Roma gestisce il G-Rough hotel (Francesco Petrucci, curatore d’arte; e gli architetti milanesi Ludovica Serafini e Roberto Palomba). Poco distante, a Tricase, l’attrice Helen Mirren e suo marito Taylor Hackford, regista, oltre a comprare casa hanno aperto il bar Farmacia Balboa. Per tornare al capoluogo, un altro investimento importante è quello che ha visto protagonista il businessman francese Giacomo Fiermonte, che già nel 2015 ha aperto il suo hotel, La Fiermontina, e recentemente ha fatto il bis acquistando Palazzo Bozzi Corso (altre 10 camere).

PALAZZO BELSANTI. Sempre nel capoluogo Alessandra Mazzotta e Andrea De Carlo dopo aver lavorato dieci anni lontano da casa, sempre nel settore turistico, e dopo aver rifiutato una allettante proposta di lavoro negli Emirati Arabi, hanno deciso di scommettere su Lecce. Si sono messi alla ricerca di un immobile che facesse al caso loro, lo hanno trovato in viale dell’Università e lo hanno adibito a b&b di target medio-alto, con sei camere molto ben curate. Palazzo Belsanti è nato così: «È stata la realizzazione del sogno che coltivavamo da tempo. Il desiderio di tornare nella propria terra, mettendo a frutto le esperienze vissute, creando un luogo dove le tradizioni, i prodotti genuini e l’accoglienza sincera ti faranno sentire parte della nostra famiglia». È un b&b ma sembra un hotel: reception, piccolo shop interno, servizio di alta qualità. Tutta la biancheria e le tessiture sono artigianali e a chilometro zero, e vengono lavate in una lavanderia green. Sono salentini anche i prodotti utilizzati nei bagni delle camere e per le colazioni. In primavera si fa colazione in terrazza. Ad ottobre la loro attività compirà 3
anni, è tempo di bilanci: «Considerato che abbiamo fatto tutto con le nostre risorse, che abbiamo aperto in un periodo di bassa stagione e che abbiamo superato l’emergenza covid, siamo molto soddisfatti di quanto fatto finora. E siamo felici di fare parte di questo cambiamento del Salento».

MINE & YOURS. Investimento diverso, sicuramemte più atipico e rischioso, per una città come Lecce, è quello di Mine & Yours, struttura ricettiva con quattro suite, due ristoranti (una osteria gourmet e un locale fusion nippo-peruviano che è anche uno straordinario cocktail-bar), e un barber shop, voluta da una holding che raggruppa alcuni imprenditori che ci tengono a restare nell’anonimato (anche se tutti sanno che tra i soci c’è un famoso calciatore leccese). La strada scelta è quella del members club, per creare un ambiente ancora più esclusivo. Forse troppo, dicono alcuni, ma le novità, si sà, richiedono sempre tempo per attecchire, specie in determinati territori.
Realizzare un members club a Lecce, piuttosto che a Milano o a Roma, all’apparenza potrebbe sembrare una scelta in controtendenza. Nel percorso tracciato dal gruppo imprenditoriale rappresenta, invece, soltanto il tassello iniziale di un progetto più ambizioso, che punta a integrare tutti gli asset già attivi a livello internazionale grazie alle sedi già operative a Londra e a New York. Peraltro Lecce e il Salento in questi ultimi anni stanno vivendo una fase di crescita continua, godendo dell’apprezzamento di un sempre maggior numero di viaggiatori alto spendenti, oltre che della stampa internazionale
Il members club di Lecce è ubicato all’interno di un palazzo storico nel cuore commerciale della città. La progettazione degli ambienti è firmata dall’architetto olandese Eric Kuster, considerato uno dei migliori Interior Designer contemporanei al mondo nel segmento del Metropolitan Luxury. La realizzazione dell’affascinante giardino verticale presente nel patio interno, dove crescono ben 134 specie di piante differenti, è stata curata, invece, dal biologo francese Patrick Blanc, l’inventore dei cosiddetti “muri vegetali”. L’affiliazione al Members Club è gratuita fino al 31 dicembre 2020 ed è concessa a un nucleo ristretto di soggetti individuato da Mine & Yours Group. È possibile, tuttavia, anche presentare direttamente la propria candidatura, che verrà sempre sottoposta al vaglio della Direzione.

MASSERIA ANTONIO AUGUSTO. Sul sito web viene presentato come “design relais”. È la creatura di un imprenditore che oggi ha 74 anni, emigrato da Carmiano a Limburgo, Belgio, all’età di 11 anni: Antonio Augusto Vetrugno ha voluto realizzare nella sua terra, a Leverano, una struttura luxury. La masseria, un casale del XIV secolo, può ospitare fino a 25 persone e può essere affittata in toto. Ha nove camere, una spa, piscina esterna, piscina indoor e un ristorante affidato alle mani dello chef Carmine Torpedine.

OCCASIONE DA NON SPRECARE. Fin qui i nomi già noti. Ma in questi mesi tanti altri investitori ancora sconosciuti si sono affacciati nel Salento per fare shopping di masserie e terreni. Imprenditori americani e inglesi, soprattutto, disposti a mettere sul banco somme che vanno dai 5 ai 15 milioni di euro per realizzare delle piccole Borgo Egnazia, oppure strutture più piccole ma altrettanto meravigliose come il Naturalis di Martano o Masseria Torre Maizza a Savelletri: lusso, servizi di eccellenza, esperienze uniche. Nelle pagine seguenti troverete un articolo interamente dedicato a quanto sta accadendo a Matino, giusto per restare in tema.

Se i leccesi sapranno cogliere l’occasione, il turismo salentino potrà fare un salto di qualità incredibile. Anche senza Briatore.

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