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Per superare la crisi serve una nuova visione del futuro

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Parla il presidente di Confindustria Brindisi, Patrick Marcucci, ad un anno e mezzo dal suo insediamento

Patrick Marcucci è presidente di Confindustria Brindisi dal dicembre 2018. A un anno e mezzo dall’insediamento facciamo un primo bilancio della sua gestione. Come definirebbe oggi l’Associazione che rappresenta?

Un cantiere in continua evoluzione, ed è giusto che sia così perché è un’organizzazione dinamica che si adatta alle esigenze dei mercati, alle evoluzioni economiche che le imprese devono intercettare per restare competitive, alle richieste degli imprenditori, che sono il fulcro attorno a cui ruota ogni azione di Confindustria Brindisi. Ogni volta che gli imprenditori si riuniscono attorno ad un tavolo e decidono congiuntamente quale indirizzo di sviluppo attuare, stanno allo stesso tempo definendo l’immagine e la sostanza dell’Associazione. Per me non potrebbe essere diversamente. Nella mia visione di Confindustria sono convinto che tutti – all’interno del sistema – apportino il proprio contributo, perché ogni suggerimento, ogni proposta sono un valore aggiunto per il conseguimento dei nostri obiettivi. Quindi ciò che serve è un reale cambio di mentalità.

Su che novità sta puntando?

Oggi Confindustria Brindisi riesce anche a rispondere alle esigenze di settori un tempo molto lontani dalle logiche industriali, basti pensare all’incremento che hanno avuto le sezioni Turismo, Alimentare o Terziario Innovativo. Stiamo investendo molto tempo e risorse nei progetti promossi dalle imprese di questi comparti, perché crediamo fortemente nelle capacità che hanno questi imprenditori di crescere facendo squadra. È un onore – che affrontiamo con grande senso di responsabilità – per noi essere testimoni, ogni giorno, dell’impegno e della tenacia con la quale li vediamo resistere agli ostacoli a cui devono quotidianamente fare fronte, vedi l’instabilità politica o adesso anche sanitaria come il Coronavirus.

Quale è il valore più significativo di Confindustria?

Tutte le volte che Confindustria Brindisi promuove iniziative di sviluppo, attrae investimenti sul territorio, riqualifica il personale in cassa integrazione delle aziende in crisi, e in molti altri casi, Confindustria Brindisi crea lavoro, tutela il lavoro delle migliaia di dipendenti delle imprese che rappresenta.
E lo fa con un team di professionisti competenti, persone che con un grande senso di responsabilità hanno fortemente a cuore il futuro della propria “terra”. E vorrei aggiungere anche dei figli di questa terra, perché prima di essere imprenditori siamo genitori. Vogliamo che i nostri ragazzi abbiano la possibilità di scegliere se restare qui dove sono nati o partire e lavorare altrove. Per questo abbiamo avviato collaborazioni vincenti con gli ITS – istituti tecnici specialistici – e le università pugliesi per formare nuove figure professionali di interesse per le imprese locali. Solo creando un know-how specializzato possiamo fornire le figure tecniche di cui le imprese hanno estremo bisogno. Devo ammettere che siamo veramente molto rammaricati quando assistiamo all’inerzia di chi potrebbe con noi incidere significativamente sullo sviluppo delle potenzialità che il nostro territorio offre – e credetemi ne offre moltissime – ma resta a guardare condannando tutti all’impotenza.

Dalle sue parole si coglie il suo riferimento alle istituzioni e determinate scelte politiche non condivisibili.

Proprio così. Apprezzo in generale le persone che sanno mettersi in discussione, che vogliono ascoltare ed imparare per fare sempre meglio. Mi piace chi con lealtà agisce rispettando le regole del gioco, e non stimo affatto chi pensa che spaccare e governare – il famoso divide et impera – possa ancora funzionare. Purtroppo le ultime tragiche vicende mondiali ci dimostrano quanto sia necessario collaborare per un fine comune.

Quale è l’impegno di Confindustria Brindisi alla luce di quanto detto?

Stiamo ulteriormente formando in maniera specifica il personale dell’associazione affinché – oltre alla consulenza nei settori nostre pietre angolari – sia sempre più preparato a rispondere alle nuove esigenze che le imprese ci pongono. Essere aggiornati e professionali è sicuramente la chiave vincente per continuare a garantire il supporto che ci viene richiesto, e sappiamo di dover continuare come stiamo facendo, visti anche gli attestati di merito che ci vengono riconosciuti anche a livello nazionale dal sistema e da diversi imprenditori italiani.
Penso che ogni volta che un protagonista dello sviluppo del territorio non ascolti le istanze degli altri, non incontri gli stakeholder, non si confronti con le problematiche di tutti i cittadini, sia un assente ingiustificato. L’economia, e con essa le imprese, viaggiano ad una velocità che spesso non si allinea a quella dei partner pubblici che hanno tempi – a volta dettati dalla burocrazia – decisamente differenti. Ma se dialoghiamo, se guardiamo nella stessa direzione, cioè il bene della nostra provincia, possiamo farcela. A conferma di ciò, stiamo promuovendo l’aggregazione di aziende attraverso lo strumento dei “contratti di rete”, che da anni sosteniamo con convinzione tra i nostri associati, e per incidere sulla cultura di impresa abbiamo organizzato occasioni di incontro con industriali di riconosciuto spessore manageriale, quali Alberto Bombassei, Giuseppe Pasini ed Ernesto Pellegrini negli appuntamenti de “Le vie
del successo”. I protagonisti di questi momenti, raccontando la loro visione di impresa, rappresentano un modello a cui ispirarsi per rendere le proprie aziende sempre più competitive e al passo con i tempi.
Abbiamo più volte dimostrato di saper fare la nostra parte, sollecitando l’attivazione di un Contratto Istituzionale di Sviluppo cui hanno fatto seguito i numerosi incontri in Prefettura con altre Organizzazioni datoriali e sindacali, e invitando agli incontri rappresentanti del governo come il sottosegretario del Ministero del Lavoro.
L’obiettivo è di portare all’attenzione delle Istituzioni e degli Enti locali la grave crisi che stanno attraversando comparti del settore industriale; Abbiamo anche fornito assistenza qualificata alle procedure di cassa integrazione guadagni ordinaria e cassa integrazione straordinaria, agli accordi aziendali di riduzione del personale, agli accordi aziendali di prossimità, e fornito consulenza per la sottoscrizione di accordi nazionali, vertenze e tavoli della Task Force della Regione Puglia, per numerose imprese.
Vorrei ricordare che quando parliamo di imprese non ci riferiamo ai capannoni, agli impianti, ai prodotti, ma parliamo di persone, di lavoratori e delle loro famiglie, centinaia di famiglie.

E allora quali azioni ritiene possano essere utili in tal senso?

Brindisi e il suo vasto territorio dispongono di un rilevante apparato di produzione, fra i più importanti ed accreditati del Mezzogiorno, dell’Adriatico e anche dell’area medio – orientale. Certo, siamo ben consapevoli delle enormi difficoltà in cui versano tante aziende fino a qualche anno fa rappresentative del tessuto industriale, ma la soluzione per continuare ad alimentare e far crescere l’economia locale, non è voltare le spalle al passato, ma lavorare in continuità con una visione di futuro pianificata e fattiva. Continuiamo a ricevere richieste di iscrizione da parte di aziende medio piccole che ci confermano fiducia, e ci gratifica molto sapere che siamo per loro un punto di riferimento importante e insostituibile. Rappresentano vari settori – filiere del turismo, dell’agroalimentare e dei servizi o della meccanica, dell’aeronautica e del comparto navale – che intendiamo sostenere nella convinzione che
solo una cooperazione in diversi comparti possa innalzare la competitività in un’economia sempre più globalizzata.
Dobbiamo, in definitiva, acquisire la consapevolezza che si può invertire la rotta, possiamo essere artefici del nostro futuro, ma occorre crederci e lavorare per realizzarlo. Noi siamo pronti, sappiamo dove vogliamo andare e soprattutto sappiamo cosa fare.

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