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MARSHMELLOW GAMES, BARI

Costruire una startup di successo non è un gioco da ragazzi. Nessuno lo sa meglio di Massimo Michetti e Cristina Angelillo, che del binomio giochi per bambini e startup si occupano per professione. I due sono, infatti, co-founder di Marshmallow Games, una startup barese che sviluppa app educative per bambini dai 3 agli 11 anni. Nata circa 4 anni fa dalla lungimiranza imprenditoriale di Cristina (CEO), dalla creatività visionaria del suo partner (sia nel lavoro che fuori) Massimo (COO) e dall’esperienza amministrativa di suo fratello Davide Angelillo (CFO), Marshmallow Games negli ultimi anni non ha fatto che espandersi. Per prima cosa, è stato completato il team, con le necessarie competenze, nelle figure di Marianna Pappalardi e Francesco Capozzi che aggiungono a Marshmallow Games, rispettivamente, il know-how pedagogico e quello informatico. Successivamente, si è passati alla fase operativa e al raggiungimento dei primi traguardi: più di 600.000 download in tutto il mondo e distribuzione negli e-store di oltre 150 paesi.
Il segreto del successo travolgente di Marshmallow Games è da ritrovarsi nella volontà espressa della startup di aggiungere una componente educativa di qualità alle semplici app di giochi per bambini. Learn while having fun! è il motto delle loro app che includono avventure grafiche quali: Math Tales, Whiskey The Spider, Cosmolander, Doctor Justabout, Street Music Academy e spaziano dall’insegnamento della matematica a quello della musica, dell’astronomia e dell’anatomia. «Tutte le app hanno in comune una visione», spiega Cristina, «rispetto ai competitor abbiamo curato tantissimo la parte editoriale. Con i nostri giochi puntiamo a mescolare la parte ludica con la parte didattica, in maniera uniforme. Le app dei nostri competitor si concentrano solo su una delle due parti».
«Siamo partiti facendo racconti interattivi in rima», ricorda Massimo: «Abbiamo poi scoperto che i giochi con una parte didattica meglio camuffata sono quelli più apprezzati dai bambini». La prima app prodotta è stata Math Tales, una serie di racconti in cui i piccoli user devono districarsi tra puzzle di matematica e logica. Distribuita nel 2014, a cavallo con la nascita della prima figlia della coppia, l’app rappresenta oggi uno dei loro molteplici successi internazionali. Tradotte e doppiate da 6 a 11 lingue e e presenti nelle top 5 degli store online di oltre 100 paesi, le app di Marshmallow Games continuano, una dopo l’altra, ad affascinare il loro grande, piccolo pub- blico perché non hanno paura di aggiun- gere una componente innovativa all’industria videoludica di settore.
Peculiare è per esempio il loro meccanismo di testing. «Abbiamo istituito delle partnership con delle scuole dell’infanzia del territorio pugliese», racconta Cristina. «Nell’ideazione delle app, partiamo dai personaggi e dal format. Poi portiamo una demo ai nostri piccoli tester e tariamo i giochi intorno a loro». È probabilmente questo lavoro di personalizzazione che assicura alle app firmate Marshmallow Games una retention rate (tasso di ritorno all’interno dell’app) molto alta: oltre il 60% (rispetto al 13% della media di mercato).