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Il Magazine per chi è Orgoglioso di essere, o sentirsi, Pugliese

MARIA CAMPANELLA

LA SUPERSTIZIONE È MOLTO DIFFUSA IN PUGLIA. UN CONNUBIO TRA RITI ANTICHI E TRADIZIONE CATTOLICA. MARIA CAMPANELLA, OGGI CENTENARIA, LIBERAVA IL SUO VILLAGGIO DAL MALOCCHIO.

In ogni villaggio pugliese esiste una come lei. Almeno una. Una che si occupa di tutto ciò che accade tra cielo e terra quando il Signore, il buon Dio, non vede. Una che possiede un dono e della quale si sussurra, portandosi la mano davanti alla bocca. “Strega” è fuorviante, “chiromante” non è proprio esatto, probabilmente il termine più appropriato è “medium”. In ogni villaggio pugliese, quindi, c’è una come lei: Maria Campanella, novantaquattro anni di Savelletri (Fasano), provincia di Brindisi. Ha ereditato il suo dono da un’anziana donna del luogo. Se fosse stato per lei, il calice avrebbe potuto passarle davanti senza berlo, un po’ per paura di essere colpita da maledizione nell’atto di rovistare tra le carte del destino. Ma notoriamente si cresce con coscienziosità. E Maria Campanella svolge questa pratica da metà della sua vita. Quando il tempo a sua volta sarà maturo, tramanderà questo straordina- rio potere a qualcuna come lei. Così è sempre stato.
Più dell’80% degli italiani appartiene alla chiesa cattolica romana e al Sud questo vuol dire essere osservante. “Gente semplice, ma saldamente legata alla Chiesa”, dirà Don Carmelo, parro- co di Fasano. Prima viene il Papa, poi il Sacerdote e poi niente; una semplice regola di fede che rende la vita più facile se si vive nel timore di Dio e nella convinzione che il Padre Eterno oppure il suo ministro in terra provvedano a tutto.
In Puglia, più che altrove, l’esercizio della fede è quanto mai concreto. Riguardo alla Puglia, Ekkehart Rotter sostiene nella sua Guida Artistica: “Il rapporto con l’oggetto salvifico è sempre fisico. Perciò ogni croce, ogni statua di Santo devono essere toccati”. Solidi sono il rapporto con la Chiesa e l’accesso a tutto ciò che è spirituale. Stendhal nella sua opera Viaggio in Italia parlava di una intrigante coesistenza di religione cristiana, superstizione e devozione che si afferma mediante la magia della giaculatoria e la paura del malocchio. Nella provincia pugliese non è cambiato molto dai tempi di Napoleone.
Maria Campanella con i suoi novantaquattro anni, sdentata e in alcuni giorni barcollante, è cattolica osservante come lo si può essere qui. Così è cresciuta e cosi ha allevato i suoi tre figli oramai adulti. L’anziana signora è rimasta sola dopo la morte di suo marito Nicola, tredici anni fa. In suo ricordo un ritratto poggiato sul comodino da notte sul quale non si vede alcun granello di polvere. Anche per lei prima viene il Papa e poi Padre Pio. Quest’ultimo visse in Puglia per cinquant’anni (fino alla sua morte, nel 1968) ed era un monaco cappuccino noto per le sue stigmate e in seguito proclamato Santo. Dopo Padre Pio non c’è più alcuno, tutto qui. Se tutti osservassero questa regola, tutto sarebbe più facile e zia Maria avrebbe la sua pace.

Ma il mondo non è un paradiso, e nemmeno un piccolo villaggio di pescatori come Savelletri, dove la maggior parte degli abitanti vive da sempre di pesca. Volentieri si fa passare sotto silenzio quel tempo in cui qui fioriva il contrabbando di sigarette e grazie al quale molti pescatori si arricchirono diventando dei milionari, per poi perdere tutto ai giochi d’azzardo. Nemmeno in un luogo addormentato come questo, con i suoi duemila abitanti, dove i ragazzi trascorrono ore e ore a giocare a flipper in uno dei tre bar del luogo perché non sanno dove andare al finir del giorno; dove in estate le donne, giovani e anziane, in grembiuli a fiorellini colorati, con ciabattine di gomma e bigodini in testa chiacchierano sedute davanti alle loro abitazioni e gli uomini in piedi sulla strada principale, soprattutto la domenica mattina, controllano le automobili di coloro che sono diretti per l’ora di pranzo a uno dei ristoranti della zona…