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La svolta di Citymoda

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Anche in tempi di crisi il gruppo barese CityModa guarda al futuro con ottimismo e affronta questo ultimo trimestre di un anno nefasto lanciando, o accelerando, nuovi progetti che la pandemia aveva rallentato. Primo fra tutti il marchio “Fiore 1957”, una nuova linea di abbigliamento uomo voluta dal fondatore, Giancarlo Fiore, che è già presente negli store di Santa Caterina e Modugno con dei corner in stile anni ‘60.

Tutta la produzione della linea “Fiore 1957” avviene in Puglia, presso sartorie artigianali selezionate nei mesi scorsi. Molto presto ai capi uomo si aggiungerà anche la linea donna. E al contrario di CityModa, che per ragioni di contratti di distribuzione con i grandi marchi (Armani, Calvin Klein, Adisas, Tommy Hilfiger, Guess, New Balance) è in qual- che modo “costretto” a restare entro i confini pugliesi, il progetto “Fiore 1957” prevede già l’espansione oltre la Puglia: prima a Milano e poi all’estero.

Si tratta di una iniezione di fiducia per un gruppo che conta oggi 130 dipendenti e ben 160mila clienti possessori della City Card.

Giancarlo Fiore si dimostra, a 25 anni dall’apertura del suo primo megastore, imprenditore visionario e sempre al passo con i tempi. Nato professionalmente come agente della Brummel, azienda per la quale ha sviluppato le aperture pugliesi, dopo un viaggio a New York e le visite nei mall iniziò a sognare in grande e soprattutto “in proprio”. Fu quel viaggio a dargli l’idea che poi si concretizzò nel progetto CityModa, la cittadella dello shopping in cui trovare grandi marchi a prezzi accessibili.

A dare una mano importante a Giancarlo Fiore, oggi, sono i tre figli che hanno scelto di lavorare al suo fianco: Fabio, il più grande, opera nell’area acquisti e segue con il padre i campionari e il rapporto con i venditori; Claudia invece è responsabile del ramo vendite; Marilù, dopo la laurea a Bari e qualche esperienza a Milano con importanti marchi nazionali, si occupa del marketing e della comunicazione. Manca all’appello solo la figlia più piccola, Micaela, 23 anni, che per ora ha scelto un altro mondo, quello della produzione cinematografica.

È ovvio che il lockdown sta pesando e peserà sui numeri. Sebbene luglio e agosto, in confronto agli stessi mesi del 2019, abbiano fatto registrare un delta positivo di vendite, restano i tre mesi di fatturato zero nei negozi, ma anche in questo caso regna l’ottimismo. «L’obiettivo è di chiudere l’anno a pareggio», dice Marilù Fiore, che spiega quali sono i fattori del successo di CityModa.

«Cerchiamo di offrire una esperienza esclusiva a tutti i clienti, riconosciamo sempre uno sconto extra del 10% ai clienti fidelizzati possessori della CityCard. Inoltre, almeno una volta al mese, organizziamo eventi negli store con partnership con aziende locali, una cosa che ovviamente in questi mesi ci sta mancando. Insomma, andiamo oltre l’idea del semplice negozio di abbigliamento».

Grande attenzione, in questo momento, è rivolta allo sviluppo dell’ecommerce, che nella fase del lockdown ha innestato la quinta ed ha iniziato a generare un fatturato interessante. «E poi stiamo cercando di spiegare meglio la nostra territorialità, non a caso l’ultima nostra campagna pubblicitaria è stata girata in una masseria di Porto Cesareo».

Giancarlo Fiore sogna di aprire nella città da dove tutto è partito, New York, e chissà che la crisi dovuta al Covid non stia preparando le basi per rendere più agevole e meno oneroso lo sbarco negli Stati Uniti. I suoi figli invece sognano di poter avere lo stesso successo del padre: «Abbiamo nuovi progetti all’orizzonte nel settore turismo e food». Sognare non costa nulla, ma aiuta a vivere e lavorare meglio. E quando ci sono anche le competenze e la buona volontà, i sogni si relizzano e nascono grandi cose.

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