Il nuovo numero vi aspetta in libreria dall'1 Aprile

 


Il Magazine per chi è Orgoglioso di essere, o sentirsi, Pugliese

La favola di Matteo

Brindisino, 15 anni, fenomeno. In forza alla Stella Azzurra Roma. È stato il primo quindicenne a giocare in serie B. Il Real Madrid lo ha voluto nella sua Cantera.

HO QUATTORDICI ANNI E SONO MAGRO COME un’acciuga, il mare mi sembra un miraggio, il caldo ammutolisce tutti gli eventuali respiri umani e animali nel raggio di diversi chilometri. Pomeriggio assolato di un fine settimana di settembre con la pelle bianca che è conseguenza di un’estate spesa a inseguire sogni londinesi, dove la grande truffa del punk turistico non paga più dividendi, e Carnaby Street diventa un tripudio di macchine fotografiche che, al costo di una sterlina a scatto, fermano le immagini di falsi punk ormai istituzionalizzati. Sono lontano dai rumori. In uno showcase per pochi fortunati osservo suonare David Sylvian con Holger Czukay, Jon Hassel e Ryuichi Sakamoto. Domani, penso, ritorno a casa: my whole world stands in front of me, my whole life stretches in front of me. Tutto il mio mondo si trova di fronte a me, tutta la mia vita si estende davanti a me.

Eccomi, a due passi dal mare, sul campo da basket della spiaggia, immobile guardo il canestro e lascio partire un missile che prima sbatte contro il primo ferro e poi ritorna alto sulla mia testa. Pochi secondi dopo, il pallone è nelle mani di un uomo che conosco, deve essere appena uscito dall’acqua perché le gocce scendono irregolarmente facendosi strada tra i peli del petto. Sorride e raccoglie il pallone, mi guarda e dice “vediamo come va”. Tira, con i piedi posizionati pochi centimetri dopo la linea del centrocampo, la retina appesa al canestro potrebbe anche non essersi mossa, lui mi guarda e sorride nuovamente, “va sempre bene”, dice, gira le spalle e mi saluta con un cenno della mano.