Il nuovo numero vi aspetta in libreria dall'1 Luglio

 


Il Magazine per chi è Orgoglioso di essere, o sentirsi, Pugliese

Il nostro terroir

Cosa sappiamo dei nostri produttori di formaggi, pane, frutta. E di cosa c’è dietro una bottiglia di vino o di olio? O di quello che accade nelle cucine dei ristoranti pugliesi? Sono domande che mi sono fatto nelle scorse settimane, quando un caro amico che produce vino mi ha chiesto “Che ne sai tu di vini?”. Sfotteva, naturalmente. E gli ho risposto a tono, sempre per scherzare: «In un mondo in cui tutti fanno tutto e tutti parlano di tutto, le casalinghe diventano food-blogger, i giornalisti fanno politica, gli avvocati fanno gli chef e magari ci ritroveremo uno che non ha mai lavorato a fare il ministro del lavoro… beh, allora perché io non dovrei parlare e scrivere di vini?». Messe da parte le battute, riflettendoci bene quel mio amico aveva ragione: ne so an- cora poco di cosa c’è una bottiglia di vino. Figuriamoci della vita di una allevatore, di un caseario, di un agricoltore. Ecco, questo speciale “Food & Wine” è un po’ figlio di quella domanda scherzosa e un po’ della curiosità di voler conoscere in maniera più profonda mondi e lavori in parte sconosciuti e prodotti che invece conosciamo molto bene almeno superficialmente. A pensarci bene però, negli ultimi 25 anni grazie al mio lavoro e alla mia curiosità personale questo mondo e i suoi protagonisti in parte li ho conosciuti. E una cosa la so per certa. È un mondo dalla bellezza straordinaria. Fatto di Persone interessanti, profonde, vere, intellettualmente oneste, molto spesso sorprendentemente colte. Uomini, tanti, e donne, purtroppo ancora poche, che mi hanno dato tanto, quasi sempre senza nulla chiedere in cambio. E così che mi sono ritrovato ad ascoltare la storia della barba, raccontata da Fulvio Filo Schiavoni (il presidente dellla cantina Produttori di Manduria); che ho avuto l’onore di scambiare purtroppo poche chiacchiere con Severino Garofano; conoscere la storia di Peppino Palumbo (Tormaresca); ammirare l’incredibile crescita delle cantine Due Palme e San Marzano; dialogare con donne caparbie come Assunta De Cillis e la giovanissima Marzia Varvaglione, così come con giovani, o ex giovani come Luigi Rubino e Paolo Cantele, che sapevano dove volevano arrivare, e ci sono arrivati. A tutti loro sento di dover qualcosa per le cose belle che mi hanno donato.