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I tre campanili punta su nuove etichette ed ecommerce. E pensa di aprire un punto vendita al Nord Italia.

In un solo anno la cooperativa andriese presieduta da Franco Guglielmi è passata da 3.000 a 25.000 bottiglie. Ma ci sono anco- ra margini di crescita enormi, perché la gran parte dell’olio viene venduto ancora in formato sfuso.

DOPO IL RESTYLING DELLE ETICHETTE, acceleratore pigiato sull’ecommerce e sul progetto di apertura di uno o più punti vendita nel Nord Italia: l’azienda olearia “I tre campanili” di Andria si conferma tra le più brillanti realtà del panorama olivicolo pugliese. Ed il suo presidente, Franco Guglielmi, ha le idee chiare sulle sfide prossime venture.
Lo stabilimento della cooperativa (250 soci e più di 4 milioni di euro fatturati nel 2017) è un gioiello di modernità ed efficienza e grazie alla svolta impressa negli ultimi tempi la produzione è passata in un solo anno da 3.000 a 25.000 bottiglie. Grande merito va al restyling grafico delle etichette e alle nuove bottiglie, che hanno reso l’olio “I tre campanili”un oggetto di culto, anche nella versione in lattina. «Si tratta di una crescita importante, ma la strada da percorrere è an- cora lunga», spiega Guglielmi, che può fregiarsi del fatto di essere stato il primo a volere la monocultivar (da coratina, ovviamente) e ad “imporre” su alcune etichette un riferimento alla città di Andria (i campanili, appunto). L’azienda però continua a vendere gran parte dell’olio prodotto in formato sfuso, e solo 1500/1800 quintali vengono venduti al dettaglio.
Per aumentare quest’ultimo dato si è deciso di spingere molto sull’ecommerce, che al Sud Italia è ancora poco utilizzato nel settore alimentare, ma nel Nord Italia e all’estero fa già registrare livelli di vendite interessanti. Peraltro di tratta di un canale non mediato, che ti consente di raggiungere direttamente il cliente, capirne meglio i gusti e magari confezionare delle offerte a sua misura. L’altra idea è quella di aprire un punto vendita a Milano, e magari a seguire anche in altre città: «Dobbiamo avere il coraggio di farlo. Le indagini di mercato e l’alto numero di clienti che abbiamo in quelle zone ci dicono che potrebbe essere non solo una scelta vincente, ma perfino obbligata», dice Guglielmi, che ha anche presidente di Assoproli Bari e sta lavorando alla costituzione di un’associazione temporanea d’imprese con hotel e agenzie turistiche andriesi per preparare una offerta a misura di turista, che possa incrementare il lavoro delle aziende locali e allo stesso tempo offrire esperienze emozionanti ai visitatori, che spesso passano da Andria solo per raggiungere Castel del Monte. Ed è proprio sul turismo che punta il progetto di ristrutturazione dello stabilimento della cooperativa, un immobile che risale agli anni ‘50 e che necessita di una messa a punto nelle aree che non sono state ancora ristrutturate: «Abbiamo presentato alla Regio- ne, nell’ambito del PSR, un progetto di 1,5 milioni di euro. Il sogno è quello di poter realizzare in azienda anche un’area dedicata alla ristorazione».