Il nuovo numero vi aspetta in libreria dall'1 Aprile

 


Il Magazine per chi è Orgoglioso di essere, o sentirsi, Pugliese

I mille segreti dell’uva, la regina di settembre, che resta sulle nostre tavole fino a dicembre.

Possiamo definire questo frutto una minifarmacia: è dissetante, purificante, nutriente, energetica. Ed è anche una miniera di virtù terapeutiche, che non tutti conoscono…

“Quando la volpe non arriva all’uva, dice che è acerba”. Sempre attuale questo tratto della favola di Esopo, citato quando non si hanno i mezzi necessari per raggiungere un obbiettivo, lo si critica per sminuirne l’importanza, ma nel mentre si rosica. Protagonista di antichi proverbi, ricette, tradizioni, l’uva ricopre un ruolo importante nella nostra terra fin dal paleolitico. Si narra che alcuni uomini raccolsero qualche grappolo d’uva selvatica apprezzan- do notevolmente il suo sapore aspro e zuccherino, così deposero diversi grappoli in qualche recipiente di pelle e dopo qualche giorno, sotto il peso dei grappoli sovrastanti, gli acini più bassi dettero origine ad un succo che fu una sorta di vino primordiale a basso tenore alcolico. Nel tempo questa pratica certamente si è evoluta, ma il nostro “nettare degli dei” resta un simbolo di convivialità, volontà di condividere tempo, progetti, emozioni… un ringraziamento per un invito a cena, quel buon motivo che unisce persone attorno ad un tavolo. Personalmente sono convinta di quanto sia importante la tavola nelle famiglie, come simbolo di nutrimento, unione, rapporti, amore…E’ proprio per questo che ritengo fondamentale avvalersi di qualità in ognuna di queste aree della nostra vita. Dovremmo fermarci a pensare a ciò che è stato fatto alla nostra madre terra negli ultimi 50-60 anni. Abbiamo il dovere di preservare questo frutto come tanti altri ricchi di sostanze fondamentali per il nostro organismo. L’uso di concimi chimici, diserbanti e antiparassitari, portano alla desertificazione del suo- lo, in quanto tali sostanze incidono su tutta la microflora e microfauna del suolo determinandone la morte. Per consapevolizzare questa conoscenza dobbiamo sapere che ogni sostanza organica può tornare a nuova vita solo dopo essere stata interessata dai processi di umificazione (compostaggio) portati avanti proprio da quella microflora e microfauna presenti in un terreno vivo. Venendo meno questi attori, il ciclo della vita si interrompe.