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Greenergy tra i giganti delle rinnovabili

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L’azienda di Castellaneta ha assunto una dimensione ormai nazionale. Merito del founder Andrea Cristini, che ha sempre puntato su manager e competenze. Ora si punta molto sull’agrivoltaico avanzato. E si guarda all’estero.

Consolidare la propria posizione tra i leader nazionali nel settore delle rinnovabili, continuare ad investire in tecnologia e iniziare a guardare ad una diversificazione di prodotto e ad una internazionalizzazione: sono questi gli ambiziosi obiettivi di Greenergy, l’azienda fondata 19 anni fa a Castellaneta dall’ingegnere Andrea Cristini, attuale socio di maggioranza. Fu lui a coinvolgere l’ingegnere Giuseppe Mancini, oggi responsabile dell’ufficio Permitting, e Pamela Marseglia, responsabile dell’ufficio Connessioni. E fu sempre lui a cercare l’ex dirigente di Deloitte, Valentino Vivo, oggi amministratore, perché aveva capito che per crescere bisognava dare struttura a Greenergy, puntando su talenti e competenze.

Oggi quella piccola scommessa nata in una stanza di 20 metri quadrati messa a disposizione dal papà di Cristini è un gruppo nazionale con circa 120 persone e quattro sedi: a Castellaneta (dove lavorano 70 dipendenti), Bari, Milano e Cagliari.

Tra le tante figure professionali che hanno creduto in Greenergy ci sono il direttore commerciale Tommaso Lentini, e la Cfo Mariangela Tocci: «Siamo due esempi di persone che hanno studiato e lavorato fuori e che grazie a Greenergy siamo riusciti a tornare a casa. Siamo contenti di poter dare il nostro contributo in una realtà locale che opera nel settore Green e che ha un’età media dei dipendenti sotto i 40 anni. E siamo orgogliosi di poter assumere neolaureati e dare loro una opportunità». Un altro dato di cui i vertici aziendali vanno fieri: il 40% dei dipendenti è rappresentato da donne.

Greenergy realizza impianti chiavi in mano per grandi gruppi industriali (tra i clienti figurano Ikea, Buzzi Unicem, Poste, Laterlite Spa, Casillo Group) e impianti  a terra destinati non all’autoconsumo ma all’immissione di energia in rete.

«Partiamo dalla fase preliminare della consulenza e dell’analisi di prefattibilità dell’impianto e poi ci occupiamo della progettazione, della costruzione e infine della manutenzione», spiega Lentini, che ci tiene a sottolineare come la parte consulenziale, sviluppata da 70 ingegneri, sia un’arma strategica  per Greenergy. «Per realizzare un impianto a terra la difficoltà è arrivare ad ottenere l’autorizzazione. E il nostro fiore all’occhiello è proprio la bravura nell’ottenere le autorizzazioni».

L’azienda tarantina sta puntando molto sull’agrivoltaico avanzato, perché crede nella convivenza dell’agricoltura all’avanguardia e delle energie rinnovabili: l’80% dei progetti che sta sviluppando sono agrivoltaici. «Siamo chiamati dagli agricoltori, non da chi ha terreni inutilizzati. Sono proprio gli agricoltori i nostri principali clienti. Puntano ad una diversificazione delle fonti economiche che può garantire loro sopravvivenza», racconta Mariangela Tocci, che ci tiene anche a spiegare perché questa tipologia di impianti non sono in antitesi con le colture: «L’altezza da terra deve essere di almeno 210 centimetri, per consentire di sfruttare a pieno il terreno. E poi rispettiamo i requisiti di monitoraggio per registrare la necessità di acqua. E durante il progetto si monitora se la terra rende di più rispetto alla produzione pre-agrivoltaico. Infine, almeno il 70% del terreno interessato deve essere occupato da attività agricola». 

Greenergy sta realizzando i primi impianti di agrivoltaico avanzato sia in Puglia che fuori regione (Emilia Romagna e Sardegna). 

Nel triennio 2020-2023 Greenergy è stata premiata dalla classifica de “Il Sole 24 Ore/Statista” riservata alle aziende con maggiore crescita. E del resto la crescita è stata così costante e continuata che è stata premiata anche da Confindustria, Affari & Finanza, Financial Time.

«Non abbiamo mai avuto decrementi di fatturato negli anni, anche quando gli incentivi non drogavano il mercato: abbiamo sempre puntato su serietà, professionalità, sicurezza. Questi fattori hanno portato alla solidità attuale», conclude, con grande orgoglio, Lentini.

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