Il nuovo numero vi aspetta in libreria dall'1 Aprile

 


Il Magazine per chi è Orgoglioso di essere, o sentirsi, Pugliese

DOMENICO VACCA

È UNO DEI TANTI EMIGRATI BARESI CHE HANNO FATTO FORTUNA A NEW YORK. MA LUI HA VOLUTO FARE LE COSE IN GRANDE, CON IL FLAGSHIP STORE SULLA QUINTA AVENUE: UN INTERO PALAZZO DEDICATO ALLA MODA ITALIANA. E PUGLIESE

Si considera un figlio d’arte, anzi, un nipote d’arte, perché sua nonna già nel 1930 aveva un atelier con una decina di sarte che creavano bellissimi abiti da donna, e almeno altri tre parenti erano sarti da uomo.
«Vent’anni fa feci un investimento in una azienda italiana che produceva capi uomo e donna fatti a mano e dopo quattro anni di esperienza sullo sviluppo del prodotto e la creazione delle collezioni di quella azienda, decisi di mettermi in proprio e lanciare il mio marchio, Domenico Vacca, prima negli Stati Uniti, aprendo la prima boutique sulla prestigiosa Fifth Avenue, e poi in altri paesi nel mondo.

Era il sogno che si realizzava e che col passare degli anni si ingigantiva. Fino all’aprile 2016, quando Vacca ha aperto il suo flagship store, tra la 55sima strada e la quinta Avenue, sempre lì, dove tutto ebbe inizio.
Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, tantissima, e ormai non si contano più artisti e personaggi dello spettacolo che vestono abiti firmati dall’emigrato pugliese. Che iniziò a sognare proprio grazie ad un blockbuster americano: «Era il 1987 e vivevo ancora ad Andria. Fu l’anno del film “Wall Street” e mi innamorai di Michael Douglas che impersonava Gordon Gekko. Fu proprio vedendo quel film che decisi di trasferirmi nella Grande Mela».
A New York ci arrivò tre anni dopo, per conseguire il master in legge presso la New York University. Inizia a guardarsi intorno e a sondare il terreno. Pensa di investire, come molti italiani, nel business della ristorazione. Individua un locale all’East Village e propone ad un altro italiano (un brindisino, vedi come è piccolo il mondo) di rilevarlo insieme. Ma il flirt con la ristorazione non fa in tempo nemmeno a nascere, perché il mondo di Domenico Vacca è la moda. Arriva ad aprire dieci negozi, poi concentra tutto nel palazzo di New York, che diventa il suo quartiere generale ed un simbolo del Made in Italy negli States: negozio di abbigliamento, bar, spa e salone per capelli, club privè, appartamenti arredati da affittare, galleria d’arte. E trentuno anni dopo Michael Douglas è finito sulla cover di Esquire Japan, magazine maschile che ha dedicato all’attore un lungo articolo. E indovinate che abiti indossa Douglas nelle foto dell’articolo? Esatto, quelli di Domenico Vacca: «I sogni si avverano sempre, non finite mai di sognare!».

Quando ha capito o pensato di essere “arrivato”?
«Quando ho realizzato che non dovevo più provare nulla a nessuno. Quando la gente ha iniziato a riferirsi al mio nome come un marchio del lusso.