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Il Magazine per chi è Orgoglioso di essere, o sentirsi, Pugliese

Da Stammibene si sta sempre meglio: la cucina di Alessandro Pizzuto regala perle sorprendenti.

Ad un anno e mezzo dall’inaugurazione, siamo tornati nel ristorante-bar-market del gruppo Megamark. Per assaporare pietanze incredibilmente buone. Preparate da uno chef che ama il low-profile. Ma si esprime, alla grande, con i suoi piatti.

RILEGGENDO LA RECENSIONE dedicata nel 2017 a questo nuovo ristorante, visitato a poche settimane dall’apertura, ci siamo resi conto di es- serci esposti tanto, cosa che raramente facciamo nei casi di una new-entry. Ebbene, a quasi un anno e mezzo da quella visita, siamo tornati al “Stammi-bene”, il ristorante del gruppo Megamark, e ci siamo resi conto che non solo avevamo visto giusto, ma che la cucina affidata alle mani di Alessandro Pizzuto continua a riservare piacevoli sorprese in un posto pensato per consumare un pasto veloce e salubre, ma in cui si possono “consumare” pranzi e cene di ottimo livello.
Il sashimi di gambero rosso, per esem- pio, lo abbiamo trovato sensazionale. Come pure il raviolo all’amatriciana, che ai puritani potrebbe sembrare una bestemmia: e invece a noi la scomposi- zione degli ingredienti e l’accostamento al raviolo è piaciuta tantissimo. Perché dà vita ad un piatto colorato, gustoso, leggero, bello e buono.
Meno fantasiose, ma ugualmente straordinarie, le strascinate al pollo alla cacciatora, che regalano profumi strepitosi e un interessante contrasto di consistenze tra il pollo croccante (e in alcuni pezzi leggermente, e voluta- mente, bruciacchiato) e le orecchiette gommose.
Il cefalo gratinato con crema di topi- nambur è la conferma che la cucina del “Stammibene”, oltre ad essere di buon livello e originale, sa regalare belle emozioni anche da ingredienti ritenuti poveri o comunque ormai poco utilizzati.
La pasticceria, affidata alle mani ormai esperte seppur ancora giovani di Aspre- no Lapo Pesce, ti prende letteralmente per la gola.
Per un pasto completo (antipasto, pri- mo, secondo, dolce) si spendono 40 €.