Il nuovo numero vi aspetta in libreria dall'1 Luglio

 


Il Magazine per chi è Orgoglioso di essere, o sentirsi, Pugliese

ALIBABA PARLA UN PO’ PUGLIESE

Albert Antonini Mangia è Responsabile Marketing di Alibaba Italia da maggio 2016. Dal 2000 lavora nel settore digitale che ha seguito in tutte le sue evoluzioni, maturando un’ottima conoscenza e passione per l’innovazione, l’e-commerce, il mobile e i social media. Prima di entrare in Alibaba Group è stato per due anni responsabile dell’innovazione nell’area digitale di Mediaset. Collabora con l’Università di Bari (dove si è laureato discutendo la tesi “Internet e il superamento del concetto di spazio”), l’Università Bocconi, Roma Tre, la Business School del Sole24ORE e altri Master tenendo corsi di Digital Marketing, Social Media, E-commerce e Innovation. Si occupa dei rapporti istituzionali per l’Associazione Pugliesi a Milano di cui è consigliere.

Cosa fa Alibaba in Italia?

In qualità di responsabile marketing per l’Italia del Gruppo Alibaba, affianco e supporto il team in tutte le attività di rappresentanza, promozione ed educazione sulla nostra azienda in favore dei nostri stakeholders nel mercato locale. Abbiamo aperto gli uffici di Alibaba a Milano 3 anni fa per rappresentare in Italia, Spagna, Portogallo e Grecia tutte le attività del gruppo con il principale obiettivo di supportare le aziende del Sud Europa ad esportare in Cina utilizzando le nostre piattaforme che vendono ad oltre 600milioni di consumatori cinesi soprattutto su mobile. Tra i numerosi progetti, abbiamo siglato un accordo con UniCredit che permette ai loro 3mila sportelli di supportare le aziende ad utilizzare Alibaba.com come strumento per l’export. Il nostro marketplace B2B, attivo in 190 paesi al mondo, è utilizzato da milioni di aziende per comprare o vendere prodotti ad altre imprese.
I nostri colleghi di Ant Financial si occupano di attivare Alipay (principale applicazione di pagamento mobile con circa un miliardo di utenti attivi in tutto il mondo) presso migliaia di punti vendita in Italia, soprattutto a Roma, Firenze, Milano e Venezia, al fine di meglio accogliere i 2/3 milioni di turisti cinesi che visitano il nostro Belpaese ogni anno.

Cosa deve fare una azienda per vendere in cina su Alibaba?

Per vedere in Cina tramite le nostre piattaforme B2C Tmall e Tmall Global è importante essere una azienda in grado di esportare in un paese lontano 10mila chilometri dal nostro e grande 30 volte l’Italia, con una cultura e lingue totalmente diverse ed un consumatore che è importante conoscere bene. La capacità di fare e-commerce vendendo i proprio prodotti su dispositivi mobili è fondamentale tanto quanto un piano di marketing di medio-lungo periodo che consenta all’aziende non solo di lanciare il proprio flagship store online, ma di conquistare una fetta importante di consumatori cinesi.

BPPB: 130 ANNI DI STORIA E DI IMPEGNO SUL TERRITORIO

L’istituto pugliese investe in formazione: partono progetti integrati con la Lum. Intervista al presidente, Patroni Griffi

La formazione, il sociale, il rispetto dell’ambiente e la cultura del territorio sono i “pilastri” della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, una realtà con 130 di storia. Soddisfatto del percorso realizzato e dei traguardi raggiunti è Leonardo Patroni Griffi, presidente della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, che traccia un bilancio.

L’Università Lum Jean Monnet e la Banca Popolare di Puglia e Basilicata hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per l’avvio di progetti formativi integrati. La Banca sente il bisogno d’investire in formazione?

«La banca è impegnata nel sociale e nella crescita del proprio territorio con molte iniziative. Questo progetto formativo s’inserisce fra i bisogni della banca. Ci sono professionalità che potranno essere inserite nel settore bancario e finanziario. Saranno formate figure professionali in linea con le trasformazioni in corso del settore bancario e dei nuovi modelli di business basati sulla gestione dei rischi bancari».

Oltre alle attività di carattere puramente commerciale, la Banca è impegnata nel sociale con particolare attenzione alle categorie protette, al rispetto dell’ambiente ed alla diffusione della cultura del territorio.

«Il nostro piano industriale prevede l’impegno nel sociale ed un progetto per l’ambiente per il risparmio energetico che riguarda tutte le filiali. La Banca ha acquistato anche macchine elettriche. Il passaggio al digitale, inoltre, favorisce la sostenibilità dell’attività bancaria».

Quale sarà il futuro della Banca Popolare di Puglia e Basilicata?

“Il futuro di questa banca sarà di progresso e d’innovazione del business bancario basato sulla banca di prossimità focalizzata sul credito alle piccole e medie imprese ed una maggiore vicinanza al cliente ed alle specificità del suo portafoglio e merito creditizio, rimanendo una banca territoriale impegnata nella crescita dell’economia del proprio territorio in cui opera».

Per concludere, si sta parlando di banche popolari. Qual è il ruolo della Banca Popolare di Puglia e Basilicata in questo scenario?

« La Banca Popolorare di Puglia e Basilicata non ha un ruolo particolare e propulsivo, se non quello di partecipare ai tavoli in cui si discute dei problemi della categoria ed eventuali soluzioni che possono portare vantaggio alle singole banche anche aggregandosi in singole attività».

D-DUM

Le mani intelligenti del Gargano. Sono quelle di Chiara, Giulio e Laura, che hanno creato “Mela-Dì”, il tagliere “Balè”, il dosaspaghetti “Conchetta”…

DDuM ha tre teste e sei mani, ma non è un mostro mitologico. È un gruppo di creativi fortemente contaminato dal mondo dell’arte e del progetto, nato a San Marco in Lamis dall’esigenza di dare forma alla leggerezza dei sogni. Chiara Pirro, Giulio Mandrillo e Laura Pirro sono esploratori instancabili del design come atto e della narrazione come processo. Amano giocare con gli spazi e le forme per raccontare l’essenza di un’azienda, la storia di un prodotto, i legami di una comunità con il territorio di appartenenza. Nati tutti sul finire degli anni 80, hanno studiato architettura a Pescara. Desiderosi di trasformare le proprie idee in progetti, sono partiti dalle quattro mura della casa che condividevano, trasformandola in un laboratorio: il tavolo da cucina diventa un piano di lavoro, il corridoio una galleria espositiva, i residui di lavorazione dei plastici degli esami il materiale per continuare a creare. Nascono così i primi progetti in carta, le lampade Folds e la linea di gioielli Esc@rgot. Seguono varie esperienze nel design e nell’architettura in giro per l’Italia e per il mondo. Poi, nel 2016, la scelta di far ritorno sul Gargano per continuare a disegnare insieme il proprio futuro professionale. Fogli, penne, matite e schizzi, tra una birra, tarallini e pane con la crosta, tutto rigorosamente made in Puglia. #Manintelligenti, più che un hashtag, è il loro mantra. E oggi campeggia a caratteri cubitali su un’intera parete del loro studio, rigorosamente dipinto a mano. I loro progetti sono intrisi di giocosità e fanciullezza, ma mai banali. Nascono così progetti educativi come MELA-dì, più volte premiato ed esposto in tutta Italia, progetti iconici come il tagliere BALé, che riporta alla memoria una delle avventure di Pinocchio, o il dosaspaghetti CONCHETTA, che reinterpreta un oggetto della tradizione come la conca per accogliere e dosare gli spaghetti attraverso le sue forme svasate. Il set è costituito da tre modelli, rispettivamente per ottenere porzioni singole, da due e da quattro. Il ritorno in Puglia porta nuove ispirazioni. Il repertorio popolare si fa design con progetti come ZIGZAG, la cartellata pop in ceramica, e i muretti a secco diventano materiale di progetto per gli interni della cantina di affinamento LITOS.

PROTOTIPIA

Con Barty, sistema robotico di miscelazione tutto Made in Puglia, si punta a rivoluzionare il mondo del beverage

Prototipia è una startup innovativa barese che punta a rivoluzionare il mondo del beverage attraverso una esclusiva novità tecnologica. L’originale prodotto è un sistema robotico intelligente di miscelazione la cui naturale applicazione è la preparazione di mix per cocktail. Il dispositivo meccatronico è collegato direttamente alle bottiglie, viene gestito tramite un’applicazione o telecomandato ed è pensato per tutti quei locali che non godono della presenza di un barman con specifiche competenze, ma aspirano ad offrire ugualmente cocktail di qualità professionale ai loro clienti. Abbiamo intervistato i 4 founder della startup e scoperto come questo team di esperti si è conosciuto, quali sono le sfide tecniche che hanno affrontato nella progettazione del prototipo e quali sono i piani per il futuro:

Com’è nata l’idea?

Ci siamo conosciuti in un’associazione di professionisti e ci siamo ritrovati a pranzare ogni tanto insieme con l’intento di far convergere le reciproche competenze in un prodotto innovativo e funzionale con un modello di business convincente. Abbiamo esplorato vari settori ma alla fine abbiamo ripreso il progetto “nel cassetto” di uno di noi quattro, maturato durante una lunga esperienza diretta nel mondo del food & beverage. Intorno a questa idea abbiamo creato il nostro progetto innovativo.
Siamo convinti che l’automazione meccatronica e l’intelligenza artificiale – applicate ad una macchina semplice da usare – siano in grado di creare valore aggiunto in questo settore di mercato. Per questo, abbiamo lavorato parallelamente sia sulla tecnologia e sulla ingegnerizzazione del prodotto, sia sulla relativa user experience e naturalmente sulle modalità di distribuzione e vendita.

A che punto è lo sviluppo del prodotto?

Abbiamo realizzato un prototipo embrionale con la stampa 3D che abbiamo testato nel suo contesto naturale – un locale pubblico per la somministrazione di cocktail – con un campione di potenziali clienti e possibili investitori per pareri e suggerimenti. Capito che l’idea continuava a generare costantemente entusiasmo e interesse, ci siamo tuffati nel vasto mondo imprenditoriale costituendo la società, iscritta al registro nazionale delle startup innovative, e candidandoci alle misure di finanziamento a disposizione, in particolare Tecnonidi gestito dall’agenzia regionale Puglia Sviluppo.

APULIA KUNDI

Come cambiare il mondo, e soprattutto la nostra alimentazione, sfruttando la Spirulina e altre micro alghe. Un’idea divenuta azienda grazie a due giovani di Grumo

ApuliaKundi è una start up pugliese che si occupa di micro alghe e in particolare di Spirulina, una micro alga caratterizzata non solo dall’elevato valore nutrizionale ma anche dal basso impatto ambientale, tanto da essere definita dalla FAO “il cibo del Futuro”. L’azienda è nata per opera di Danila Chiapperini e Raffaele Settanni. «Crediamo nella stretta interdipendenza tra l’uomo e l’ambiente, nella ricerca scientifica nella contaminazione delle idee; incarniamo la voglia di cambiare il mondo, di innovare il territorio e l’agricoltura, crediamo nei giovani come noi e che produrre cibo e nutrire in modo sostenibile è possibile. ApuliaKundi produce Spirulina bio, pura al 100% e made in Italy; in collaborazione con altre realtà promuoviamo prodotti funzionali a base di SpirulinaK; promuove la divulgazione scientifica e tematiche quali lo stretto legame tra la produzione di cibo e l’impatto ambientale nonché la sana alimentazione. La Spirulina, in particolare, è ricca di vitamine, sali minerali, antiossidanti e fitonutrienti. Mantiene il giusto livello di zuccheri nel sangue è anti-ossidante, aiuta il sistema immunitario, favorisce la concentrazione, depura e fortifica l’organismo.
Il percorso di ApuliaKundi è iniziato nel 2010 grazie ad un’idea nata in terra africana, in un villaggio in Malawi. «Nel 2012 abbiamo vinto un bando della Regione Puglia, “Principi attivi”, che promuoveva giovani idee per una Pu- glia migliore. Così abbiamo avviato un impianto pilota di ricerca sperimentale in partenariato con l’Università degli Studi di Bari fondando un’associazione di ricerca e divulgazione scientifica tutt’oggi attiva».
Nel 2014 i due cofounder hanno vinto il bando BIO Plug In dell’Ordine Nazionale dei Biologi che ha permesso loro di partecipare ad una fase di accelerazione imprenditoriale e ad Expo 2015; nel 2014 si sono aggiudicati il bando “Valore Assoluto 3.0” promosso dalla Camera di Commercio di Bari, grazie al quale l’impianto pilota è divenuto nel 2016 una start up di ricerca nell’ambito delle micro alghe e della produzione di Spirulina. I prodotti di ApuliaKundi li trovate nei negozi Bio.

AUDIODINAMICA

Tre ingegneri (due di Laterza e uno di Taranto) hanno costituito a Torino una startup che produce dispositivi audio di grande qualità dal design moderno ed elegante

Con il payooff “Let’s Change the Tune”, Audiodinamica introduce la sua rivoluzione nel mondo dell’Hi-Fi di qualità. Calorosamente accolta tra i New Comers nella recente edizione della High End di Monaco di Baviera, durante la quale ha attirato l’attenzione della stampa settoriale, questa startup propone una lettura in chiave del tutto originale dei dispositivi per la riproduzione sonora, basando la propria offerta sul concetto di tailoring, quindi di prodotto a misura di appassionato, sia in termini di contenuti tecnici che estetici. Grazie ad un mix di tecnologia analogica e digitale di altissimo livello qualitativo e ad un design elegantemente essenziale e versatile i dispositivi Audiodinamica sono pensati per quanti vogliano fare un’esperienza sensoriale a tutto tondo dell’ascolto della musica, lontano dall’austerità tipica del settore e vicino invece ad una concezione più personale, funzionale e confortevole, senza mai tradire i principi di base della riproduzione musicale.
Nata ufficialmente a maggio 2017 a Torino, sotto il nome di Innovation In Audio e inserita quasi subito nell’elenco delle start-up innovative della Camera di commercio di Torino e del Ministero dello sviluppo economico, l’azienda rispecchia il sogno e la passione a lungo coltivati dai suoi fondatori, i pugliesi Francesco Matera, Gianluca Sperti, Angelo Zilio, per la musica e per una sua riproduzione quanto più vicina all’evento reale.
I soci fondatori provengono da milieu lavorativi molto diversi tra loro e proprio la diversità di esperienze ha rappresentato la loro ricchezza, consentendo loro di unire le forze e comporre tessera per tessera il mosaico di questo nuovo progetto: un ingegnere meccanico, Gianluca Sperti, con alle spalle gli studi in ingegneria a Torino, Londra e un MBA a Milano ed una pluriennale esperienza nel settore aerospaziale; un ingegnere ambientale, Francesco Matera, anch’egli laureato presso il politecnico di Torino, un docente universitario di Marketing, Strategy and Management, con numerose esperienze di studio e di lavoro all’estero, nonché ex-export manager nei più diversi settori produttivi in Italia e all’estero.

A Gallipoli la Start-Up competition per nuove aziende del settore turistico ed il “Social Media Tourism”

VENERDÌ 23 E SABATO 24 Novembre si terrà a Gallipoli la prima edizione di “Social Media Tourism”, un Festival sul Turismo Digitale e sulle opportunità nel settore turistico legate all’innovazione, un’opportunità per promuovere competenze di professionisti del settore che condivideranno skills e consigli utili a far fronte alla trasformazione digitale in atto nel settore del Travel.
Il settore turistico, specialmente quello pugliese, ha il dovere il prendere la strada giusta nel digitale e nel management della destinazione. Diversamente, sarà difficile affidare alla breve stagione balneare la capacità di creare professionalità utili a garantire flussi turistici adeguati e nuove opportunità di lavoro.
Occorre aumentare la consapevolezza di ciò che si può fare e di ciò che in molte altre realtà già accade e, per questo motivo, obiettivo della due giorni è quello di proporre speech e workshop in tema di digital marketing turistico, food tourism, social media marketing turistico, destination & tourism experience, startup.
Si tratta di un evento pensato per cercare di risolvere il bisogno di formazione e conoscenza delle aziende turistiche e dei professionisti che fanno del Social Media Marketing e del Digital Marketing Turistico le leve sulle quali fondare le loro strategie di competitività.
L’evento si pone inoltre come punto d’incontro per freelance e aspiranti operatori del settore turistico che vogliano formarsi e trarre spunti su turismo, marketing e digitale. Social Media Tourism sarà strutturato nei due giorni con un programma che comprende i maggiori esperti del settore turistico che si alterneranno presso la Galleria dei Due Mari di Gallipoli, con workshop di formazione personalizzati.
Partecipando all’evento si potranno scoprire casi di successo, formarsi su nuove tendenze e sviluppare connessioni con operatori del settore, professionisti e relatori stessi.

BLOODYLICIOUS, MOLA DI BARI

Bloodylicious nasce dall’esigenza di creare un sistema di economia circolare che coinvolge l’industria della moda promuovendo il riuso, il riciclo e l’utilizzo di materie prime biologiche e di educare l’individuo ad assumere un atteggiamento sostenibile anche nella scelta dell’abbigliamento di qualità.
Produce e vende abbigliamento sostenibile realizzato con tessuti recuperati e basi biologiche. Bloodylicious raccoglie e trasforma gli scarti di lavorazione di laboratori e aziende che operano nell’industria tessile della Regione Puglia. L’idea nasce nel corso del lavoro di tesi in Design della Comunicazione della fondatrice, Francesca Elisabetta Ungolo, presso l’ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Firenze) e si evolve oggi in un’idea imprenditoriale che ha ricevuto un finanziamento della Regione Puglia nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Pin – Pugliesi Innovativi”.
Un attento lavoro artigianale sugli scarti recuperati dà vita a toppe di forme e colori sempre diversi che, applicate su t-shirt di matrice biologica certificata, creano prodotti unici e irripetibili. La toppa è in linea con il concetto di recupero, perché “rattoppare” è un’antica pratica contadina attraverso cui si ridava nuova vita ad abiti, calzature e vestiti. Bloodylicious vuole riscoprire questa tradizione come risposta culturale ad uno sfrenato consumismo usa e getta che impatta sull’ambiente. Questo è reso possibile, da un lato, recuperando scarti tessili che oggi finiscono nel rifiuto indifferenziato, nonostante l’enorme consumo di risorse necessarie a produrre le materie prime; dall’altro, usando come base delle lavorazioni t-shirt di cotone biologico per la cui produzione non si adoperano insetticidi, pesticidi, concimi di sintesi e tinture artificiali.
Le produzioni Bloodylicious, quindi, assolutamente naturali ed anallergiche sono destinate ad un pubblico da 0 a 90 anni, perfettamente indossabili anche da bambini, mamme in gravidanza, anziani e hanno a cuore la tutela degli ecosistemi e della salute degli agricoltori.
«I valori a cui ci ispiriamo», dice la Ungolo, «sono: eco-compatibi- lità, riciclo/riuso, circolarità virtuosa tra i vari attori del settore tessile, sensibilizzazione ed informazione del consumatore sui rischi che derivano alla sua salute e all’ambiente da lavorazioni e uso di materie prime trattate con prodotti chimici».

MARSHMELLOW GAMES, BARI

Costruire una startup di successo non è un gioco da ragazzi. Nessuno lo sa meglio di Massimo Michetti e Cristina Angelillo, che del binomio giochi per bambini e startup si occupano per professione. I due sono, infatti, co-founder di Marshmallow Games, una startup barese che sviluppa app educative per bambini dai 3 agli 11 anni. Nata circa 4 anni fa dalla lungimiranza imprenditoriale di Cristina (CEO), dalla creatività visionaria del suo partner (sia nel lavoro che fuori) Massimo (COO) e dall’esperienza amministrativa di suo fratello Davide Angelillo (CFO), Marshmallow Games negli ultimi anni non ha fatto che espandersi. Per prima cosa, è stato completato il team, con le necessarie competenze, nelle figure di Marianna Pappalardi e Francesco Capozzi che aggiungono a Marshmallow Games, rispettivamente, il know-how pedagogico e quello informatico. Successivamente, si è passati alla fase operativa e al raggiungimento dei primi traguardi: più di 600.000 download in tutto il mondo e distribuzione negli e-store di oltre 150 paesi.
Il segreto del successo travolgente di Marshmallow Games è da ritrovarsi nella volontà espressa della startup di aggiungere una componente educativa di qualità alle semplici app di giochi per bambini. Learn while having fun! è il motto delle loro app che includono avventure grafiche quali: Math Tales, Whiskey The Spider, Cosmolander, Doctor Justabout, Street Music Academy e spaziano dall’insegnamento della matematica a quello della musica, dell’astronomia e dell’anatomia. «Tutte le app hanno in comune una visione», spiega Cristina, «rispetto ai competitor abbiamo curato tantissimo la parte editoriale. Con i nostri giochi puntiamo a mescolare la parte ludica con la parte didattica, in maniera uniforme. Le app dei nostri competitor si concentrano solo su una delle due parti».
«Siamo partiti facendo racconti interattivi in rima», ricorda Massimo: «Abbiamo poi scoperto che i giochi con una parte didattica meglio camuffata sono quelli più apprezzati dai bambini». La prima app prodotta è stata Math Tales, una serie di racconti in cui i piccoli user devono districarsi tra puzzle di matematica e logica. Distribuita nel 2014, a cavallo con la nascita della prima figlia della coppia, l’app rappresenta oggi uno dei loro molteplici successi internazionali. Tradotte e doppiate da 6 a 11 lingue e e presenti nelle top 5 degli store online di oltre 100 paesi, le app di Marshmallow Games continuano, una dopo l’altra, ad affascinare il loro grande, piccolo pub- blico perché non hanno paura di aggiun- gere una componente innovativa all’industria videoludica di settore.
Peculiare è per esempio il loro meccanismo di testing. «Abbiamo istituito delle partnership con delle scuole dell’infanzia del territorio pugliese», racconta Cristina. «Nell’ideazione delle app, partiamo dai personaggi e dal format. Poi portiamo una demo ai nostri piccoli tester e tariamo i giochi intorno a loro». È probabilmente questo lavoro di personalizzazione che assicura alle app firmate Marshmallow Games una retention rate (tasso di ritorno all’interno dell’app) molto alta: oltre il 60% (rispetto al 13% della media di mercato).

DA.RÓ, BARI

Dopo la formazione in Biologia della Nutrizione e Scienza della Nutrizione Umana nelle università di Urbino e Milano, Dalila Roglieri decide di fare della sua filosofia di vita il suo lavoro: promuovere l’educazione alimentare, la cucina salutare e uno stile di vita attivo per il miglioramento personale, il benessere e uno stato di salute ottimale. Collabora con prestigiose aziende internazionali del settore come Danone, Yakult e Kellogg’s. Tuttavia è l’esperienza come Nutrizionista culinaria sulle navi da crociera della Silversea che le apre una nuova visione all’approccio professionale.

«Occupandomi in particolar modo di definire menù wellness, organizzare lezioni, eventi e corsi di nutrizione interattivi insieme agli chef di bordo, ho imparato quanto fosse efficace comunicare la mia passione per la buona cucina e la corretta alimentazione in maniera positiva, interattiva e in un ambiente differente dallo studio professionale».
Come nasce DaRò?
«Tornata nella mia adorata Puglia ho deciso di proporre l’esperienza accumulata nel mondo della ristorazione, delle aziende e del turismo locale e nazionale. L’idea DaRò nasce dall’acronimo del mio nome ma vuole essere soprattutto la promessa di farti star bene, il desiderio di diffondere una buona abitudine, la voglia di far conoscere una nuova idea di nutrizione semplice, buona e positiva. Da questo sogno è nata anche la nostra mascotte DaRò, un orsetto nutrizionista che durante la serata si diverte a intenerire tutti i partecipanti all’evento».
In cosa consiste DaRò?
«Nei “Luoghi DaRò” che partecipano al progetto regalo agli ospiti un’occasione unica per imparare nuove ricette dedicate al benessere. L’esperienza culinaria si trasforma così in un vero e proprio evento in sala: dagli incontri con la nutrizionista, alle degustazioni e ai più coinvolgenti cooking-show insieme agli chef. L’evento permette una maggiore visibilità all’attività ristorativa, offrendo inoltre l’opportunità per attrarre nuova clientela. Diventando sinonimo di cucina del benessere, l’attività è identificata come consigliata dalla nutrizionista: il cliente sa che troverà un’offerta genuina e si sentirà in forma».

I piatti, fondati sui principi della dieta mediterranea, garantiscono qualità e provenienza delle materie prime, nel rispetto della stagionalità. Le ricette DaRò mirano al benessere della persona, a ritrovare la forma fisica e nutrire al meglio l’organismo. Non utilizzano sostanze dannose per l’organismo ma solo prodotti di altissima qualità, grassi buoni e super food.